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Wim Wenders

Scritto da Samuele Pasquino   
Lunedì 10 Ottobre 2011 19:25

wenders1Ho avuto il grande onore di conoscere Wim Wenders in occasione di un incontro aperto al pubblico e, soprattutto, agli studenti dell'Università degli Studi di Torino, organizzato la mattina del 26 novembre 2007 nell'Aula Magna del Rettorato in Via Po, appunto a Torino, come manifestazione contingente al Film Festival che si svolge ogni anno nel capoluogo piemontese. L'evento significava molto per un appassionato di cinema come me, emozionato all'idea di condividere lo stesso elegante, accademico spazio con un autentico maestro della settima arte. Premetto che il signor Wenders lo conoscevo di fama come regista e sceneggiatore, pur non avendo mai visto alcuno dei suoi film, tutti magistrali capolavori da ammirare e studiare, un patrimonio dell'umanità (e credetemi, non esagero) da preservare nei secoli. Allora ero ancora studente iscritto alla Facoltà di Lettere e Filosofia, ansioso di laurearmi e poter finalmente dedicarmi al lavoro e ai miei più fervidi interessi. Entrando in quell'Aula storica e pregna di odori antichi già assaporavo i momenti che da lì a poco avrebbero segnato certamente un piccolo ma simbolico capitolo della mia vita, il contatto diretto con una passione coltivata sin dalla tenera età attraverso un'indiscussa autorità in materia cinematografica. wenders2Mi sono accomodato in seconda fila, a pochi metri dal "tavolo dei grandi", dove erano sistemati i cartellini recanti i nominativi dei partecipanti alla discussione: tra loro, oltre al teutonico Wim, la Prof.ssa Chiara Simonigh (docente di Storia e Critica del Cinema) e il rettore dell'Università Ezio Pellizzetti. Armato di macchina fotografica, attendevo spasmodicamente, cercando di ostentare una calma apparente, mentre alle mie spalle la gente prendeva posto assumendo i connotati di una folla sempre più cospicua e fervente. Mi trovavo in loco dalle 10, un anticipo prezioso per ottenere la comodità necessaria a godersi con giusto merito la conferenza. wenders3Alle 11 eccolo arrivare, ricordo il suo ingresso fra gli applausi caldi e sinceri dei presenti: Wim apparve dal nulla, un uomo fiero, classe '45, alto e imponente come un tedesco d'altri tempi, stoico nel suo incedere. Ricordo il sorriso gioioso, i suoi capelli color argento raccolti in un codino vivace e ordinato, il completo beige chiaro che indossava con regalità e senso del portamento. La gente in piedi mi impediva in parte la visuale, ma non ci volle molto per scorgerlo più nitidamente vicino al tavolo. Estremamente educato e rispettoso, Mr. Wenders cominciò a ringraziare il pubblico con moderati inchini a mani congiunte, quasi a voler omaggiare la folla accorsa per ascoltarlo. Eravamo tutti dotati di una cuffia per la traduzione simultanea dall'inglese all'italiano, tutti tranne la signora Donata, consorte dell'illustre cineasta, donna piuttosto magra dalla pelle algida, seduta proprio davanti a me. Wim Wenders aveva preso posto al centro e, mentre la prof.ssa Simonigh andava a presentarlo, l'artista scrutava tra la folla operando un personale studio rivolto a ciascun individuo dinanzi al lui, attraverso una lenta panoramica compiuta con uno sguardo penetrante, parzialmente celato da un paio di occhiali alquanto insoliti, la cui montatura color rosso scuro spiccava per la sua sofisticata struttura. Per tutto il tempo della conferenza, incentrata principalmente sulla carriera di Wenders e su spiegazioni da lui fornite in merito al concepimento e sviluppo delle sue opere cinematografiche, non mi limitavo solo ad ascoltare bensì ammiravo in concreto la grazia e la retta postura di questo originale cineasta, che sapeva comportarsi e affrontare il pubblico velando la timidezza e rispondendo ai quesiti propostigli. Wim Wenders dimostrava una disponibilità rara di questi tempi, ma soprattutto si imponeva con una straordinaria capacità espressiva e una comunicatività immediata, compassata ma estremamente efficace. Al termine della conferenza, Wim concesse persino alcuni minuti per il consueto rito degli autografi, riuscendo a disciplinare orde eccitate all'idea di farsi autenticare un pezzo di carta. Tra queste orde mi facevo largo con ritegno, aspettando il momento in cui mi sarei trovato faccia a faccia con un mito del cinema. Quando arrivò il mio turno, pronunciai il mio nome consegnando un foglio di carta recuperato da un mio quaderno direttamente a Wim. Con il pennarello fra le dita, si accinse a scrivere "Samuele" esclamando "Ah, un nome d'angelo" (in riferimento al discorso avente come tema il suo film più famoso "Il cielo sopra Berlino", una storia appunto di angeli), e disegnando infine un'ala assai eloquente. Mi guardò con fare gentile, gli strinsi la mano e andai via soddisfatto e appagato per quell'incontro che io oggi considero rivelatorio. Tornato a casa, feci in modo che mio padre mi procurasse il film sugli esseri celesti e, solo a visione compiuta, capii veramente l'importanza dell'incontro con Wenders, un uomo forte, arguto e carismatico.

  • Estate in città (Summer in the city) (1970)
  • Prima del calcio di rigore (Die Angst des Tormanns beim Elfmeter) (1972)
  • La lettera scarlatta (Der Scharlachrote Buchstabe) (1973)
  • Alice nelle città (Alice in den Städten) (1973)
  • Falso movimento (Falsche Bewegung) (1975)
  • Nel corso del tempo (Im Lauf der Zeit) (1976)
  • L'amico americano (Der amerikanische Freund) (1977)
  • Lampi sull'acqua (Lighting over water) (1980)
  • Hammett (1982)
  • Lo stato delle cose (Der Stand der Dinge) (1982)
  • Paris, Texas (1984)
  • Tokyo-Ga (1985)
  • Il cielo sopra Berlino (Der Himmel über Berlin) (1987)
  • Fino alla fine del mondo (Bis ans Ende der Welt) (1991)
  • Così lontano, così vicino (In weiter Ferne, so nah!) (1993)
  • Arisha (Arisha, der Bär und der steinerne Ring) (1993)
  • Al di là delle nuvole, coregia con Michelangelo Antonioni, (1994)
  • Lisbon story (1994)
  • I fratelli Skladanowsky (Die Gebrüder Skladanowsky) (1996)
  • Crimini invisibili (The End of Violence) (1997)
  • Buena Vista Social Club, documentario, (1999)
  • The Million Dollar Hotel (2000)
  • La terra dell'abbondanza (Land of Plenty) (2004)
  • Non bussare alla mia porta (Don't Come Knocking) (2005)
  • Palermo Shooting (2008)
  • Pina, lungometraggio in 3D sul teatrodanza (2011)
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