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Cell

Scritto da Samuele Pasquino   

cellTitolo originale: Cell

Regia: Tod Williams

Cast: John Cusack, Samuel L. Jackson, Isabelle Fuhrman

Musiche: Marcelo Zarvos

Produzione: USA 2016cell1

Genere: Horror

Durata: 98 minuti

Trailer

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Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura:

Musica: cell3

Giudizio:

 

Trama

Un misterioso impulso elettrico trasmesso attraverso i cellulari colpisce improvvisamente tutti coloro che si trovano a usarli, trasformati in cannibali senz’anima. In pochi si salvano, tra cui Clay (John Cusack), un grafico di ritorno dalla sua famiglia. Sopravvivere non sarà facile.

Recensione

Non sempre da limpida fonte scorre acqua buona e nel cinema questo apparente controsenso si verifica non di rado, determinando una volta di più la giusta distanza espressiva fra letteratura e linguaggio cinematografico. E’ toccato purtroppo a Cell, apprezzato romanzo di Stephen King che non ha trovato l’idoneo riscontro nella sua trasposizione sul grande schermo. Il demerito è certamente del poco preparato Tod Williams, incapace di infondere un’anima al suo informe film di serie C, pieno zeppo di scopiazzature che vanno da L’invasione degli ultracorpi (Don Siegel, 1956) a L’alba dei morti viventi (Zach Snyder, 2004) passando per Invasion (Oliver Hirschbiegel, 2007) e World War Z (Marc Forster, 2013): tutte le pellicole citate possiedono una matrice bibliografica resa con barlumi di destrezza e originalità visiva, mentre Cell risulta orfana di un degno alter ego nella Settima Arte. Nemmeno la squadra di 16 produttori (di cui dieci esecutivi) è riuscita nell’intento di sfruttare, come era lecito aspettarsi, l’interessante commistione di cyber-horror, fantascienza e thriller derivante dalla congiuntura affascinante tra invasione aliena, mutazione zombesca e survival odissey servita potenzialmente dal libro di King. Ne scaturisce a singhiozzo una pseudo-denuncia banale e scontata dell’era 2.0 e, in particolare, della dipendenza tecnologica a cui sembra ormai essere irrimediabilmente soggetta la comunità globale: l’annientamento della coscienza propria arriva dal cellulare, affabulatore freddo padrone del XXI secolo. Il nichilismo raccontato e teorizzato da Nietzsche torna pericolosamente in auge nei concetti di Io, annientamento e non-niente, riassumendosi proprio nella morte del conscio. Williams, tuttavia, consegna allo spettatore un messaggio evidente ma svilito da una veste spiccia che non sa misurare le dosi di realtà, misticismo e sogno, fondendole in un unico contenitore che si butta via come vuoto a perdere. Peccato che in questo involucro senza arte né parte si trovino a mimare ombre cinesi degli attori conosciuti come John Cusack e Samuel L. Jackson: per il primo, comunque, nessun particolare rammarico considerando l’ormai reiterata abitudine alla scelta di copioni scadenti, mentre per il secondo si può soltanto parlare di svilimento interpretativo o costrizione che dir si voglia. Inghiottito da una voragine formata da enormi buchi di sceneggiatura, Cell si condanna all’anonimato per la prostrazione al déjà vu e gli innumerevoli vizi di forma.

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Secondo film che vede insieme John Cusack e Samuel L. Jackson dopo 1408

 
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Venerdì, 20.04.2018
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