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Creepshow 2

creepshow20Titolo originale: Creepshow 2

Regia: Michael Gornick

Cast: George Kennedy, Dorothy Lamour, Lois Chiles

Musiche: Les Reed

Produzione: USA 1987creepshow21

Genere: Horror

Durata: 90 minuti

warner   Trailer

creepshow22

Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura:

Musica: creepshow23

Giudizio:

 

Trama

Tre episodi: nel primo una banda di teppisti rapina un emporio assassinando i due anziani coniugi che lo gestivano, subendo poi la terribile vendetta di una statua di legno raffigurante un capo indiano; nel secondo quattro ragazzi si ritrovano alla deriva su una zattera in mezzo a un lago infestato da una macchia oleosa carnivora; nel terzo una donna investe e uccide un autostoppista senza soccorrerlo, andando incontro alla persecuzione del morto, che compare ovunque lei vada.

Recensione

Dal successo orrorifico del primo “Creepshow” scaturisce la mediocrità del secondo capitolo, che riduce gli episodi da cinque a tre rimanendo orfana del talento registico di George A. Romero, sostituito dall’accademico Michael Gornick. Romero cura comunque la sceneggiatura ma non eguaglia l’originalità del film precedente. Con la consueta formula della resa fumettistica, questo seguito tenta di suscitare le stesse sensazioni di qualche anno addietro, fallendo miseramente a causa del budget assai limitato e dello scarso pathos espresso. La prima storia, più che spavento provoca sdegno e tristezza, raccontando gli ultimi istanti di vita di una coppia di anziani troppo buoni, a quanto pare, per sopravvivere. La vendetta, concetto alla base del primo “Creepshow”, torna preponderante rendendo almeno un po’ di giustizia. Ben più terribile si dimostra la vicenda successiva, che lascia posto alla giovinezza ingenua e alle conseguenze inaspettate di tale ingenuità, gettando nel baratro quattro ragazzi alle prese con un’entità carnivora presente nelle acque di un lago isolato. L’episodio conclusivo proprio non funziona, essendo caratterizzato da una banalità dovuta forse alla stanchezza piuttosto che all’usura placida dell’idea applicata al contesto cinematografico: davvero poco il terrore suscitato da uno zombie che ossessiona una donna già di per sé frustrata e frenetica. Il film sembra calcare la mano sulla manifestazione soprannaturale in rapporto alle oscure piaghe della società, flagellata da crimini e negligenze che, singolarmente, già sconvolgono.

king

Stephen King compare per pochi secondi nel ruolo di un camionista

 
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Domenica, 22.07.2018
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