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Boogeyman

boogeymanTitolo originale: Boogeyman

Regia: Stephen Kay

Cast: Barry Watson, Emily Dechanel, Skye McCole Bartusiak

Musiche: Joseph LoDuca

Produzione: USA 2005boogeyman1

Genere: Horror

Durata: 90 minuti

Trailer

 

 

boogeyman2

Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura:

Musica: boogeyman13

Giudizio:

 

Trama

Dopo la morte della madre, il giovane Tim (Barry Watson) torna nella sua casa natale dove da bambino era perseguitato dalla paura per l’uomo nero. Il ragazzo si convince che il misterioso essere lo stia ancora braccando, ma alcune incongruenze fanno pensare che tutto sia il frutto della sua mente.

Recensione

Tralasciando l’evidente ingenuità del regista Stephen Kay e l’inesperienza attoriale del giovane Barry Watson, beniamino dei fan della serie americana “Settimo cielo”, stupisce che come produttore di questo scempio cinematografico figuri sua maestà Sam Raimi, uno che di horror se ne intende eccome. Il film, giocando sull’incubo tradizionale e ricorrente di molti bambini, l’uomo nero (conosciuto negli Stati Uniti come il boogeyman), spinge sul pedale dell’adrenalina sfasando i ritmi: le tempistiche proprio non funzionano e il buon Kay tenta la carta del movimento nell’ombra per incutere marginale terrore. E dire che la prima scena aveva fatto ben sperare in una storia potenzialmente interessante; sì, solo in potenza poiché il costrutto psichico da cui scaturiscono visioni e apparenze viene lasciato morire a favore del ludico soprannaturale, svilito da un’invenzione macabra quanto goffa nel suo incedere narrativo. Il protagonista Tim sviluppa una vera e propria ossessione, una paura che lo accompagna fin dalla tenera età: per lui l’uomo nero è ovunque ci sia una porta da aprire, una luce spenta, un nugolo di tenebre. La sceneggiatura si ingolfa producendo persino qualche svarione di troppo, come la visione della madre appena morta, che contestualmente non c’entra con la vicenda, o la sparizione della ragazza di Tim in un ambiente troppo sicuro e inattaccabile, non in linea con il sistema nel quale agisce la creatura del buio. Il finale, seppur concitato, delude profondamente, infierendo su un plot narrativo improponibile e alquanto scadente da ogni punto di vista.

boogey

Nel film non ci sono scene splatter poichè si tratta di un horror psicologico

 
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Domenica, 22.07.2018
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