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Rent

Scritto da Giorgia Colucci   

rentTitolo originale: Rent

Regia: Chris Columbus

Cast: Anthony Rapp, Adam Pascal, Rosario Dawson

Musiche: Autori vari

Produzione: USA 2005rent1

Genere: Musicale

Durata: 135 minuti

   Trailer

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Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura:

Musica: rent3

Giudizio:

 

Trama

Le vicissitudini di un gruppo di giovani artisti bohémien fra musica, droga e sessualità in un gioco di confronti e realizzazione dell'individuo.

Recensione

Trasposizione cinematografica dall’omonima opera teatrale di Jonathan Larson, questa pellicola, alla sua comparsa nelle sale, ha sollevato molteplici critiche, dall’accusa rivolta a Columbus di aver privato la storia di profondità, sino a quella rivolta agli interpreti di una recitazione mediocre; probabilmente, ridotto in poco più di due ore e sottratto alla scena magica di Brodway, Rent può sembrare depredato di qualche particolare, tuttavia rimane un ottimo film. Una sapiente alternanza d’ironia, alle volte amara, e dolore di illusioni disattese proietta lo spettatore nelle vite di sei amici che incarnano il riflesso di un’epoca. Squattrinati artisti bohémien, sono tutti a loro modo protagonisti di un folle inseguimento di quella speranza che esplode alla fine in tutta la sua potenza nel brano conclusivo, un’ode all’amore dai toni commoventi. Questa ricerca è scandita dal felice connubio di note melodiose, tipiche del musical, e di quelle del rock, il quale accompagna quasi ogni momento di questo dramma, esso amplifica e rappresenta i personaggi (infatti le interpretazioni sono comunicative principalmente per l’aspetto canoro), anima gli scenari che diventano, non solo, teatro dell’eccentricità di New York, ma protagonisti essi stessi della vibrante atmosfera che pervade il film. I temi dell’eroina e dell’aids, sebbene siano di sfondo, sono trattati in modo malinconico e delicato, soprattutto sotto l’aspetto della dignità, che entrambi sono capaci di sottrarre. In sintesi, Columbus promosso: il suo adattamento risulta efficace, commuove, diverte e apre spunti di riflessione interessanti. Tra gli interpreti non spicca nessuno in particolar modo, ma tutti sono convincenti nel loro ruolo e nelle scene più potenti, quelle corali, in cui le sprizzanti personalità dei protagonisti si intersecano come i loro vari registri vocali: da segnalare a questo proposito i brani “La vie Bohéme” e “Another day”.

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La pellicola è costata ben 40 milioni di dollari, incassandone soltanto 31 milioni

 
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Martedì, 21.08.2018
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