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Complesso di colpa

complessoTitolo originale: Obsession

Regia: Brian De Palma

Cast: Cliff Robertson, John Lithgow, Geneviève Bujold

Musiche: Bernard Herrmann

Produzione: USA 1976complesso1

Genere: Thriller

Durata: 98 minuti

Trailer

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Regia:

Interpretazione: complesso3

Sceneggiatura:

Musica:

Giudizio:

 

Trama

Nella sua lussuosa villa a New Orleans, il ricco uomo d’affari Michael Courtland (Cliff Robertson) festeggia il decimo anniversario di matrimonio con la moglie Elizabeth (Geneviève Bujold). La notte stessa la donna e sua figlia Amy vengono rapite e all’uomo chiesto un ingente riscatto. Nel tentativo di liberarle, la polizia causa la morte delle due giovani facendo sprofondare Michael in un latente complesso di colpa. Sedici anni dopo, durante un soggiorno a Firenze, s’imbatte in Sandra, una restauratrice incredibilmente somigliante a Elizabeth; se ne innamora e la sposa, portandola negli Stati Uniti. Gli incubi del passato, però, non sono finiti.

Recensione

Brian De Palma ha negli anni abituato il pubblico a buoni prodotti cinematografici, talvolta davvero eclatanti (Gli intoccabili), altre volte molto ambigui (Omicidio a luci rosse, The Black Dahlia), mantenendo comunque una linearità narrativa chiaramente percepibile e qualità registica animata da sana disciplina accademica. In questo film del 1976 si evince l’oscuro rapporto che intercorre tra famiglia e affari, il cui collante risulta essere evidentemente la ricchezza, alla quale si aggiunge il potere sociale. Lo statico backround della metropoli americana anni ’70 è eluso con il motivo del viaggio in Italia, dove Michael ritrova la vecchia chiesa teatro del primo incontro con Elizabeth, e una nuova vita contraddistinta dall’amore per Sandra. Creato il paradosso della somiglianza nell’inverosimiglianza, De Palma concatena passato, presente e futuro attraverso un solo volto, fonte di ricordi, pensieri e progetti. Partito dal fatto scatenante, e cioè il rapimento, il cineasta lavora sul concetto di placida ossessione, circondando il protagonisti di elementi materiali e dialogici atti a incanalarlo verso una strada più psicologica. Per lo spettatore, invece, riserva sottili indizi affinchè si possa ragionare su un finale plausibile. Certo è che quando cala il sipario, molte soluzioni paiono scontate a causa della perplessità arrecata dallo sviluppo narrativo, entro il quale si evidenziano ispirazioni a Fritz Lang e Alfred Hitchcock: la scena della camera da letto visitata da Sandra porta chiari riferimenti a “Dietro la porta chiusa” (1948), mentre l’osservazione del dipinto nella sala ricorda “Rebecca, la prima moglie” (1969). Nella sua prevedibilità, “Complesso di colpa” non delude come thriller, in virtù anche dell’interessante commento musicale di Bernard Herrmann che valorizza buona parte della narrazione.

firenze

Il film è stato girato a Firenze

 
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Domenica, 22.07.2018
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