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Creed - Nato per combattere

Scritto da Samuele Pasquino   

creed - nato per combattereTitolo originale: Creed

Regia: Ryan Coogler

Cast: Michael B. Jordan, Sylvester Stallone, Tessa Thompson

Musiche: Ludwig Goransson

Produzione: USA 2015creed - nato per combattere1

Genere: Sport movie

Durata: 132 minuti

  Trailer

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Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellastella

Sceneggiatura: stellastellastella

Musica: stellastellastellacreed - nato per combattere3

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Il giovane Adonis Johnson (Michael B. Jordan) è il figlio illegittimo del grande Apollo Creed e dal padre ha ereditato la vocazione al pugilato. Desideroso di affermarsi, il ragazzo lascia Los Angeles alla volta di Filadelfia, nella speranza di trovare Rocky Balboa (Sylvester Stallone) per farsi allenare. L’ex campione, ormai solo e in là con l’età, si mostra da subito reticente tuttavia la caparbietà di Adonis e la vecchia amicizia con Apollo lo convincono a dare al ragazzo una possibilità. Il sacrificio e coscienziosi allenamenti metteranno in condizione il pugile in erba di vincere il primo match importante e dimostrare, nel successivo incontro con il campione in carica dei pesi medio-massimi, di meritare il cognome che porta. Rocky, invece, dovrà affrontare l’avversario più spietato e imponente della sua lunga carriera.

Recensione

La longeva saga di Rocky Balboa si arricchisce di un nuovo emozionante capitolo, il settimo, concepito come uno spin off che rievoca con grande vigore e nostalgia una pietra miliare del filone sportivo in questione, vale a dire il mitico Apollo Creed. Il personaggio interpretato nel 1976, 1979, 1982 e 1985 da Carl Weathers rivive nell’ultimo bramoso protagonista, il figlio illegittimo Adonis Johnson, che ha le fattezze dell’attore Michael B. Jordan, davvero perfetto in quanto sufficientemente bravo nel calarsi nella parte nonchè somigliante fisicamente al “padre”. Irwin Winkler e Robert Chartoff tornano a ricoprire ruoli di produzione insieme a Sylvester Stallone, e affidano un importante pezzo del franchise al promettente Ryan Coogler, regista ventinovenne con all’attivo un solo film, il toccante e truce Fruitvale Station, anch’esso interpretato da Jordan. La scelta è nel complesso vincente: Creed – Nato per combattere possiede una potente carica evocativa che, volutamente, relega Rocky Balboa a character secondario mantenendone però intatta l’aura di eroe romantico, intramontabile, ora completamente solo e tornato definitivamente “umano” dopo l’ultima incredibile impresa compiuta nel sesto episodio della serie. E’ adesso il nome Creed a riecheggiare, destando vecchie evoluzioni oniriche da un sonno comunque mai troppo profondo e in cui seguitano a troneggiare gli scontri gladiatori fra lo Stallone Italiano e la stilosa pantera dalla tecnica sopraffina. Coogler traduce visivamente una sceneggiatura attenta a trattare con guanti di velluto l’ennesima fondamentale storia di vita immersa nell’adrenalina dello sport da combattimento, definendo da subito un mentore (Rocky) e un figliol prodigo (Adonis, nome peraltro appartenente a una divinità greca esattamente come Apollo), entrambi alle prese con le difficoltà proprie dell’esistenza, quelle cioè di chi non ha e deve più niente e di chi, al contrario, deve e vuole dimostrare di poter essere qualcuno. Risulta significativo quel pesante, celeberrimo e apparentemente irraggiungibile nome, Creed, sinonimo di fama che, purtroppo, fa grande ombra suscitando al contempo scetticismo e cattiveria: Adonis è in tal modo un uomo dalla personalità sfaccettata, a suo modo fragile, che abbisogna di una guida per inferire i giusti colpi ed evitare la deriva precoce. La parabola sportiva più famosa del cinema ha in Creed – Nato per combattere tutto un caleidoscopio di rimandi che tengono perfettamente saldo l’intero fil rouge narrativo: Rocky, cosiccome la palestra Mighty Mick’s, una breve proiezione della mirabolante rivincita con Apollo, l’allenamento di Adonis con la gallina, la sua corsa liberatoria, la scalinata di Filadelfia e, non ultimo, un accenno finale della colonna sonora composta da Bill Conti, ricompongono accuratamente il mosaico dando nuova linfa a un viatico ancora ben dotato sebbene orfano delle ineguagliabili coreografie pugilistiche di fine anni ’70 studiate con meticolosa perizia da Stallone, per questo film nominato agli Academy Awards nella categoria Miglior attore non protagonista.

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I primi rumors pre-produzione indicavano Adonis come nipote di Apollo Creed

 
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Venerdì, 19.01.2018
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