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El Alamein

locandina Titolo originale: El Alamein

Regia: Enzo Monteleone

Cast: Paolo Briguglia, Pierfrancesco Favino, Emilio Solfrizzi

Musiche: Pivio e Aldo De Scalziscena1

Produzione: Italia 2002

Genere: Guerra

Durata: 120 minuti

     Trailerscena2

 

Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura: scena3

Musica:

Giudizio:

 

Trama

Egitto, 1942. Le truppe italiane sono ferme al fronte di El Alamein, in attesa di un contrattacco inglese. Il soldato Serra (Paolo Briguglia), volontario universitario, si presenta sul posto per unirsi al tenente Fiore (Emilio Solfrizzi) e al gruppo del sergente Rizzo (Pierfrancesco Favino). Il ragazzo è entusiasta dell’Africa, ma presto deve fare i conti con la fame, la sete e la paura arrecati dalla guerra in mezzo al deserto. La situazione si fa drammatica quando l’esercito alleato attacca nella notte, sbaragliando la difesa in una battaglia che conterà migliaia di vittime e altrettanti feriti.

Recensione

Il film, tutto italiano, è stato definito “Progetto cinematografico di interesse culturale” e, cosa altrettanto importante, finanziato interamente dal Ministero. Enzo Monteleone ha saputo evincere da un fatto storico l’essenza tragica e la follia politica imperanti durante il secondo conflitto mondiale. Secondo la filosofia del “riflettiamo sulle nostre colpe ancor prima che su quelle degli altri”, il regista descrive l’esercito italiano come un grande gruppo coeso di soldati consapevoli di andare incontro ad un destino segnato, tracciato dalla superbia e dalle vergognose scelte vanagloriose del duce Mussolini. Monteleone lancia continui segnali inequivocabili per evidenziare pesantemente le lacune di un governo incurante del sacrificio umano e cieco nei confronti delle esigenze del milite in guerra. Attraverso una narrazione di stampo diaristico, la vicenda si lega principalmente alle gesta di un manipolo di eroi veracemente italiani come il giovane volontario Serra, animato da spirito d’avventura e curiosità, il tenente Fiore, maturo capogruppo, e il sergente Rizzo, veneto nostalgico del suo paese. Nell’aridità del paesaggio si configura una duplicità simbolo della guerra in atto: bellezza e fatuità, coraggio e atrocità, valore e negligenza. Le dicotomie lasciano poi il posto al vissuto umano, con la descrizione della quotidianità al fronte, gli atteggiamenti determinati dal timore e dallo sconforto, dagli stenti fisici che precedono quelli mentali. Monteleone dà valore al suo lavoro tramite dialoghi serrati che hanno il vago sapore della sconfitta interiore, ma al contempo animano un sentimento di rivalsa e orgoglio, quell’orgoglio che si dirada insieme al generale che seppelisce il suo attendente prima del suicidio colmo di esasperazione, o in parallelo al gruppo alla deriva nel deserto. El Alamein è un insegnamento che pretende attenzione e manifesta questa sua pretesa con scene talvolta esplicite, talvolta celate dietro un velo di pacatezza apparente, approdando al finale pregno di memoria nel santuario delle vittime in Egitto, dove il milite ignoto acquista un significato che trascende il lecito immaginabile. “El Alamein” è un grande film che scuote le coscienze e orienta i giovani verso una riflessione profondamente umana e ricca di valori.

foto

 

Il film evidenzia l’impreparazione dei soldati italiani impiegati nel secondo conflitto italiano.

 
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Martedì, 25.09.2018
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