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Suburra

Scritto da Samuele Pasquino   
Domenica 29 Aprile 2018 13:40

suburraTitolo originale: Suburra

Regia: Stefano Sollima

Cast: Piefrancesco Favino, Claudio Amendola, Elio Germano

Musiche: M83

Produzione: Italia 2015suburra1

Genere: Gangster Movie

Durata: 130 minuti

    Trailer

 

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Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura:

Musica: suburra3

Giudizio:

 

Trama

Roma, 2011. Sette giorni prima delle dimissioni del Papa e al contempo del Presidente del Consiglio, in città si scatena una spirale di eventi provocata da una notte brava del corrotto parlamentare Filippo Malgradi (Pierfrancesco Favino) con due prostitute, una delle quali, minorenne, muore dopo un’overdose di droga. Il politico è al centro di un affare che vedrebbe Ostia diventare sede di un enorme casinò in stile Las Vegas, un progetto su cui tutti intendono mettere le mani, dal boss Samurai (Claudio Amendola) al capoclan zingaro Manfredi Anacleti (Adamo Dionisi).

Recensione

Suburra era nell’antichità il quartiere più malfamato della Capitale, zona di affari sporchi, violenze e regolamenti di conti. 2000 anni dopo, la Roma contemporanea è una città enorme, fiera, blasonata ma ancora più sporca, caput mundi del turismo ma altresì delle eminenze grigie che si muovono nei luoghi simbolo del potere incancrenendo un paese, l’Italia, alla mercé della corruzione e dei poteri forti, troppo per essere espugnati e lavati via. La Suburra di oggi è quella che Stefano Sollima ritrae nel proprio film omonimo, un feroce capolavoro tutto italiano (e ne dobbiamo andare orgogliosi) dove feroci sono anche gli interpreti di una tragedia nera lacerata da un doppio strappo: il regista immagina le dimissioni di un Pontefice ispirato a Benedetto XVI nel medesimo mese (novembre) e anno (2011) di quelle rassegnate dall’ex premier Silvio Berlusconi (ma Ratzinger abbandonò il ruolo nel febbraio 2013), due eventi considerati apocalittici per il futuro della Nazione. Sollima dipinge il macabro e truce affresco partendo dalla settimana antecedente le istituzionali rinunce, una settimana in cui le fondamenta dell’urbe rischiano di cedere originando una moderna guerra civile che si combatte nel substrato, ovvero in quel sottobosco plumbeo frequentato da boss spietati, killer senz’anima, figli frustrati e vittime inconsapevoli pronte a trasformarsi immediatamente in vendicatori a volto scoperto. Tutto comincia da un accadimento a porte chiuse, una sera di sesso e droga in cui è coinvolto il filibustiere della corruzione politica Filippo Malgradi, personaggio bieco che si ritroverà asservito alla volontà della malavita romana capeggiata dall’ex Banda della Magliana Samurai e minacciato dal clan zingaro degli Anacleti, gente rozza dai modus efferati. Nel mezzo ruotano le vite vuote e passive del giovane Sebastiano, della smarrita prostituta Sabrina e della tossicomane Viola, compagna di Numero 8, cane sciolto senza scrupoli e senza paura. Regnano malaffare e tanta violenza consumata tra le maglie di una quotidianità vitrea oscurata da notti piovose che finiscono con l’inondare i tombini di una Roma al collasso silente, ignoto alla comune collettività impegnata a protestare davanti a Palazzo Chigi. Tratto dal romanzo di Carlo Bonini e Giancarlo De Cataldo, Suburra è un film perfetto che entra con irruenza nell’Olimpo delle magistrali esecuzioni mettendo d’accordo regia e narrazione, facilitate da un cast fenomenale che entra nelle inquadrature rendendole memorabili. Sollima è inoltre fra i primi cineasti italiani a rendere la colonna sonora co-protagonista costante, fatta di tracce composte dagli M83 attraverso il sapiente uso di sintetizzatori e convertitori acustici. L’amalgama incredibile suscita quell’adrenalina che impedisce allo spettatore di coricarsi subito dopo la visione, ed è questa la prova del nove capace di eleggere Suburra “film che stavamo cercando da tempo”.

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La serie Netflix Suburra fa da prequel alle vicende del film di Sollima

 

 

Immagini: Copyright © 01Distribution

 
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