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Darkman

darkmanTitolo originale: Darkman

Regia: Sam Raimi

Cast: Liam Neeson, Frances McDormand, Larry Drake

Musiche: Danny Elfman

Produzione: USA 1990darkman1

Genere: Fantastico

Durata: 95 minuti

universal   Trailer

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Regia:

Interpretazione: darkman3

Sceneggiatura:

Musica:

Giudizio:

 

Trama

Una banda di criminali irrompe nel laboratorio del dottor Peyton Westlake (Liam Neeson) per appropriarsi di un importante documento. Sfigurato dall’incendio appiccato, lo scienziato si serve dei suoi studi sulla pelle sintetica, progetto al quale stava lavorando, per assumere l’identità di ciascun componente della banda e compiere la sua vendetta.

Recensione

Il personaggio protagonista di questa storia drammatica dai toni fantastici non è questa volta tratto da una serie di fumetti ma creato apposta dal regista Sam Raimi, artista cinematografico che percorre con logica ludica generi come l’horror e l’azione fantascientifica. La carriera di Raimi, nella sua linearità, presenta degli eccessi di stile ma anche dei crolli creativi, dovuti forse a un immaginario sostenuto da idee fin troppo trascendentali, e quindi tendenti al grottesco. “Darkman” prevede una vicenda che parte da assunti verosimili per approdare ad artifici intangibili, lontani dal concreto, incappando in errori di sceneggiatura assai evidenti e tristemente banali. Quest’eroe tragico diventa tale a causa di un trauma patito, l’incendio e la distruzione del suo laboratorio: quelle che vediamo usare nell’arco del film sono quelle stesse apparecchiature che dovevano risultare irrimediabilmente danneggiate dal terribile disastro doloso, e che invece appaiono perfettamente funzionanti nonostante siano lievemente bruciacchiate; nella scena del cimitero, dove Julie rivede Peyton, e poi in quella del luna park, l’uomo possiede i capelli, quando invece nell’incendio il cuoio capelluto, così come parte del viso, era stato compromesso dalle gravi ustioni; si vede ancora il protagonista assumere non solo l’identità dei suoi nemici ma perfino la voce, cosa non possibile perché non prevista negli studi sulla pelle sintetica. E’ necessario notare come Raimi, in maniera goffa e puerile, abbia copiato l’idea di scegliere come rifugio dell’eroe una fabbrica in disuso da Tim Burton, che fece lo stesso un anno prima con il Joker interpretato da Jack Nicholson in “Batman”. La regia presenta varie cadute di stile e sbavature di ogni genere, lecite soltanto in un esercizio d’accademia e assolutamente non previste nel progetto di un famoso cineasta. Raimi sembra volersi confondere nella folla dei registi considerati ingenui dilettanti, ben consapevole di non esserlo affatto. La natura fumettistica della storia non giustifica sequenze superficiali al limite del pittoresco, ma trova in essa spazio una sofferenza interiore ch’è tipicamente umana. Nella sua descrizione Raimi non difetta, anzi amplifica un aspetto essenziale per il carattere sviluppato, in antitesi con il dolore fisico assente per via della recisione dei nervi in sede di terapia. Nonostante la struttura traballante, si può considerare pregevole la sfumatura allucinata e alienante impressa dal regista al suo protagonista, e messa in scena attraverso ricordi convulsi e folli flashback dai macabri tratti. In tutto ciò Raimi trova il pretesto per attribuire note degne d’attenzione al suo mediocre lavoro: coinvolge John Landis e i fratelli Coen in quasi impercettibili comparsate, si avvale di grandi attori quali Liam Neeson e Frances McDormand, valorizzati dalle gesta dell’antagonista Larry Drake. “Darkman” rappresenta soltanto un tentativo di intrattenimento dai risvolti oscuri, contestuali alle caratteristiche della pelle sintetica, resistente poco più di un’ora e mezza alla luce del sole. Raimi farà molto meglio con “Spiderman”, dove finalmente metterà a frutto le sue conoscenze tecniche e si conformerà a un cinema dinamico e moderno.

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Julia Roberts doveva inizialmente interpretare Julie, ma prese poi parte alle riprese di “Pretty Woman” accanto a Richard Gere.

 
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Venerdì, 20.04.2018
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