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Avatar

Scritto da Samuele Pasquino   

locandina Titolo originale: Avatar

Regia: James Cameron

Cast: Sam Worthington, Zoe Saldana, Sigourney Weaver

Musiche: James Horner

Produzione: USA 2009scena1

Genere: Fantascienza

Durata: 162 minuti

   Trailer

    Miglior fotografia, scenografia, effetti specialiscena2

 

Regia: 

Interpretazione: 

Sceneggiatura: scena3

Musica: 

Giudizio: 

 

Trama

Anno 2154. Gli esseri umani giungono sul pianeta Pandora per colonizzarlo e ottenere un prezioso minerale come fonte di energia. Incaricano perciò Jake Sully (Sam Worthington), un marine costretto su una sedia a rotelle, di studiare la popolazione locale, i Na’vi, e conquistare la loro fiducia. A tale scopo creano un Avatar identico ad un nativo, controllato da Jake a distanza tramite impulsi celebrali. Il progetto è diretto dalla scienziata Grace Augustine (Sigourney Weaver), già studiosa degli esseri alieni. La situazione si complica quando Jake si innamora di Neytiri (Zoe Saldana), la figlia del capo supremo dei Na’vi.

Recensione

Si può a ragion veduta affermare che è con questo capolavoro cinematografico che James Cameron abbatte ogni barriera e apre una nuova frontiera della fantascienza. I dati del film più atteso del 2010 parlano chiaro: un budget ufficiale di 230 milioni di dollari dichiarati (ma in realtà almeno 400), 10 anni di ideazione, 4 di realizzazione, un grande cast, 1000 comparse reali e molte di più virtuali. Il regista americano ha lavorato a questo progetto sin dal 1995, scrivendo pagine di sceneggiatura e coltivando idee su idee, riuscendo a realizzarlo soltanto nel 2009 grazie a tecniche cinematografiche che prima non c’erano. Con tali numeri il kolossal di Cameron si prefigge l’obiettivo di superare il campione d’incassi “Titanic”, che il cineasta considera un’opera grandiosa ma non certo un punto d’arrivo. La motion capture ha permesso ad “Avatar” di raggiungere il pieno realismo necessario all’immedesimazione dello spettatore nella storia, una favola fantascientifica brillante, poetica e cruenta che conquista per il suo carico di immagini idilliache e per gli orizzonti d’ampio respiro che si susseguono senza posa. Pandora costituisce una sorta di eden extraterrestre dove la bellezza dei luoghi è rimasta immutata e le regole del convivere colpiscono per la loro semplicità e veridicità. Cameron racconta una storia pregna di morale, che deve far riflettere sulla condotta dell’essere umano nel suo porsi di fronte a qualcosa di nuovo, di ricco. Tutto si incentra sulla colonizzazione del pianeta da parte di affaristi senza scrupoli e militari guerrafondai, interessati più alle risorse minerarie che alla natura stessa di Pandora. Il materialismo umano si scontra con il rispetto per le entità naturali dei Na’vi, una popolazione indigena dedita al culto della flora e della fauna, identificando nell’energia della propria terra una fonte di vita e insegnamento morale assimilata attraverso un legame indissolubile. Il protagonista è Jake Sully, un marine costretto su una sedia a rotelle, subentrato al fratello ucciso per guidare un Avatar. Quest’essere creato in laboratorio permette all’uomo di condurre un suo doppio alieno, creato a sua immagine e somiglianza ma con la fisicità e i tratti somatici di un Na’vi, con l’obiettivo di insediarsi presso la popolazione indigena e studiarne gli usi e costumi, conquistando la loro fiducia a beneficio della colonizzazione del pianeta. Cameron fa in modo che ogni personaggio sia precisamente caratterizzato cosicché vengano subito edulcorati i tratti caratteristici e le peculiarità interiori: Neytiri ne è un esempio valido, ma anche la dottoressa Grace Augustine, interpretata dalla bravissima Sigourney Weaver, decide letteralmente i ritmi della vicenda vista dai “buoni”. Il popolo dei Na’vi costituisce di fatto il motivo principe del kolossal e allo spettatore è data la possibilità di conoscerli insieme al protagonista, esplorando tutto ciò che li riguarda: l’ambiente in cui si muovono è un luogo affascinante, selvatico ma incantevole, e all’interno di esso gli indigeni agiscono di conseguenza, sentendosi in armonia con la forza vitale del loro mondo, cacciando gli animali per nutrirsi ma rispettando il loro sacrificio. Questa visione iconografica va incontro ad immagini di distruzione nel momento in cui la guerra irrompe nella storia, creando smarrimento, compassione e rabbia allo stesso tempo, tutti spunti per una riflessione che tocca gli animi con energia poetica, intimamente ricercata, straordinariamente epica. Cameron supera se stesso e conduce l’arte cinematografica ad un nuovo livello di potenza scenica, dirigendo uno spettacolo che ha dell’incredibile per la creatività espressa entro una disciplina registica ed organizzativa veramente eccelse.

foto

 

James Cameron ha dichiarato di essere pronto a dirigere i due sequel.

 
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Giovedì, 20.09.2018
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