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A.I. Intelligenza Artificiale

locandinaTitolo originale: A.I. Artificial Intelligence

Regia: Steven Spielberg

Cast: Haley Joel Osment, Jude Law, William Hurt

Musiche: John Williams

Produzione: USA 2001scena1

Genere: Fantascienza

Durata: 146 minuti

       Trailer

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 Regia: 

Interpretazione:

Sceneggiatura: 

Musica: scena3

Giudizio: 

 

Trama

 In un futuro immaginato, il prof. Hobby (William Hurt) ha concepito e poi messo in commercio robot del tutto simili agli umani. L’apice del suo lavoro è David (Haley Joel Osment), un androide bambino capace di provare ogni tipo di emozione, che viene acquistato da una coppia di coniugi il cui figlio è in coma. Il bambino riceve l’affetto dei genitori, ma quando il figlio naturale della coppia si risveglia, David viene abbandonato. Il piccolo robot intraprende un lungo viaggio nella speranza di essere accettato dagli umani, alla ricerca di qualcuno che lo ami. Lo aiuta Gigolo Joe (Jude Law), un simpatico androide.

Recensione

Spielberg, regista virtuoso e sognatore romantico, rilegge in grande stile la favola di “Pinocchio”, prendendo la strada che conduce ad una lungimirante visione fantascientifica. Collodi raccontava di un burattino vivente in grado di provare emozioni ed esprimere la vivacità tipica di un bambino, Spielberg lo proietta nel futuro con le fattezze di un robot progettato per sembrare in tutto e per tutto un essere umano, con le proprie debolezze e complessità, assai poco artificiali. Tuttavia, David rimane un androide e la sua natura costituisce un ostacolo all’integrazione con gli uomini. Spielberg pone l’accento su una problematica sociale attuale, l’emarginazione: apartheid e pregiudizio corrispondono nel film alla caccia ai robot, considerati un insulto alla razza umana. Il grande regista insiste, non per cinismo ma piuttosto per realismo, sul difficile rapporto tra David e il figlio dei coniugi, facendo emergere una crudeltà infantile tipica: Martin cerca di mettere il fratellastro in cattiva luce con meschini giochetti, e ci riesce denotando lucida freddezza nel perseguire i suoi discutibili propositi. La società descritta in “A.I. Intelligenza artificiale” è satura di futuro, appare fortemente strumentale, fanatica di tecnologia ma ostile verso la convivenza con esseri artificiali pensanti. C’è un creatore di sogni che gioca con i sentimenti, un plasmatore di emozioni che vuole oltrepassare limiti imposti dall’etica. Scenografie e tematiche aderiscono alla concezione espressa nei libri di Asimov, autore proteso verso il futuro lontano e geniale nelle sue intuizioni. Il talento Haley Joel Osment è un autentico prodigio della recitazione, espressivo, spontaneo, vivo, capace infine di commuovere lo spettatore come pochi altri. L’opera di Spielberg rappresenta un capolavoro pieno di creatività, dove l’impianto narrativo risulta ricco, visivamente ben studiato, con motivi di riflessione che determinano una solida morale.

foto

Stanley Kubrick è stato l’ideatore del progetto. Il grande regista è però mancato nel 1999 e a raccoglierne l’eredità è stato l’amico Steven Spielberg, che lo ha diretto nel 2001.

 
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Giovedì, 20.09.2018
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