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D.A.R.Y.L.

darylTitolo originale: D.A.R.Y.L.

Regia: Simon Wincer

Cast: Michael McKean, Barret Oliver, Josef Sommer

Musiche: Marvin Hamlisch

Produzione: USA 1985daryl1

Genere: Fantascienza

Durata: 100 minuti

columbia   Trailer

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Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura: daryl3

Musica:

Giudizio:

 

Trama

Il giovane Daryl (Barret Oliver) viene trovato abbandonato in un bosco e poi affidato a una famiglia. Molto presto il ragazzino dimostra doti eccezionali e una naturale predisposizione per i ragionamenti matematici. In realtà Daryl è un cyborg, creato su commissione del Pentagono, inaspettatamente in grado di provare sentimenti ed emozioni.

Recensione

“D.A.R.Y.L.” si può a ragione considerare il predecessore dichiarato del più recente “A.I. Intelligenza Artificiale” di Spielberg. Tenendo conto delle asserzioni letterarie del più grande scrittore di fantascienza, Isaac Asimov, il cinema ha sviluppato un discorso di genere capace di mettere in scena le sue teorie, talvolta approfondendo, talvolta banalizzando. La sceneggiatura del film, in effetti, pare un po’ scontata e sottintesa, tuttavia ha saputo rendere l’idea relativa alla forma di vita concettualmente intesa. La delusione maggiore deriva dall’interpretazione italiana del titolo acronimo: “Dati Adolescente Robotico Ittrio Laserizzato” ha svilito e stravolto “Data Analyzing Robot Youth Lifeform” (Robot analizzatore di dati sottoforma di adolescente). Ciò nonostante, la struttura filmica regge, sebbene sorretta da uno stile semplice e alquanto minimalista, proprio perchè il tema dell’intelligenza artificiale ricerca il classico confronto con l’essere umano. Daryl è un esperimento volto a testare la capacità del cyborg di adattarsi al comportamento sociale, influendo così nelle dinamiche di gruppo e nell’individualità del soggetto stesso. Si tratta dunque di un’avventura pregna di umanità, concepita come affluenza di rapporti di amicizia, genitorialità, intesa. La ricca risorsa destinata all’interesse militare è un tipico lait motif della fantascienza firmata USA, ma la riflessione e il profondo senso d’esistenza maturati dal professor Stewart si apprezzano poiché in controtendenza con l’arrivismo e la gloria cui gli scienziati del cinema di norma aspirano. Buona l’espressività del giovane Barret Oliver, attore già protagonista l’anno prima di “La storia infinita” (Wolfgang Petersen, 1984), che in virtù della sua freschezza interpretativa dimostra un’empatia idonea alla vicenda e al personaggio.

supercar

Il protagonista Barret Oliver ha preso parte nel 1982 a un episodio del telefilm Supercar

 
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Domenica, 22.07.2018
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