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Centurion

centurionTitolo originale: Centurion

Regia: Neil Marshall

Cast: Michael Fassbender, Dominic West, Olga Kurylenko

Musiche: Ilan Eshkeri

Produzione: Gran Bretagna 2010centurion1

Genere: Epico

Durata: 130 minuti

    Trailer

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Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura: centurion3

Musica:

Giudizio:

 

Trama

Bretagna, 117 d.C. Un’intera legione viene massacrata da guerrieri Pitti durante l’attraversamento di un bosco. Sopravvivono in sette, tra cui il comandante Quintus Dias (Michael Fassbender), braccati in un territorio ostile dalla selvaggia Etain (Olga Kurylenko) e dal suo feroce squadrone in cerca di vendetta.

Recensione

Il cinema non manca di illustrare innumerevoli varianti legate alla storia dei grandi centurioni romani e dei loro preparatissimi soldati, glorificandone le gesta ed esaltando gli eroi capaci di imprese inimmaginabili. La pagina relativa alle dure e faticose conquiste nella selvaggia Bretagna era già stata rappresentata in maniera sostanzialmente iconografica nel “King Arthur” di Antoine Fuqua, al quale questo “Centurion” somiglia molto nonostante la più modesta qualità registica e l’eccessiva semplificazione della sceneggiatura. La marcata differenza la si riscontra nel punto di vista, dall’osservazione attiva dei fatti e dei personaggi. Il film di Marshall non elegge paladini della guerra e non valorizza l’atto bellico, anzi adotta uno stile cruento, gridato e sofferto per mettere in scena personaggi prostrati alla violenza e al sangue, ai soprusi e alle atroci vendette. La descrizione dell’evento scatenante, vale a dire l’assalto mortale dei barbari alla Nona legione, scatena dinamiche che scorniciano fatti importanti e non privi di conseguenze. Il drappello di legionari scampa al massacro ma deve far fronte all’ira di Etain, una guerriera Pitta che incarna la figura ambigua e risoluta della vendicatrice spietata, resa tale dall’uccisione dei genitori e dallo stupro ad opera di militi romani. A questo proposito l’epica si fonde per alcuni aspetti al genere western, accostando i soldati di Roma ai pistoleri americani e i Pitti ai pellerossa: il concetto è il medesimo, affrontato attraverso modalità speculari che differiscono unicamente per tempi e ambientazioni: invasori, schiavisti e vittime esistono da sempre. Appare così facile allo spettatore indentificare Etain come la nemica da odiare, tuttavia Marshall, aldilà di qualche frase retorica, conduce il fruitore della vicenda a volgere lo sguardo al gruppo di fuggitivi, pervaso da un gioco plasmato dal detto “homo homini lupus”, riferibile al comportamento di alcuni elementi che cercano la propria salvezza a scapito degli altri compagni. Questa pellicola non sarà certo memorabile, ma pur restando formalmente un’opera di basso profilo (che ricicla parte del cast di “300″, Michael Fassbender e Dominic West) acquisisce una propria ragion d’essere.

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Inizialmente il regista Neil Marshall aveva attribuito alla pellicola un altro titolo, "Ninth Legion"

 
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Giovedì, 18.01.2018
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