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Knight of cups

Scritto da Giorgia Colucci   
Mercoledì 02 Novembre 2016 22:11

knight of cupsTitolo originale: Knight of cups

Regia: Terrence Malick

Cast: Christian Bale, Natalie Portman, Cate Blanchett

Musiche: Hanan Townshend

Produzione: USA 2015knight of cups1

Genere: Drammatico

Durata: 118 minuti

   Trailer

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Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura:

Musica: knight of cups3

Giudizio:

 

Trama

Rick (Christian Bale), sceneggiatore di Santa Monica, tenta di ritrovare se stesso dopo una tragedia familiare; deve, a questo fine, districarsi nel mondo di vizi e perdizioni in cui il successo l’ha trasportato, accompagnato nel suo percorso di liberazione da una serie di donne.

Recensione

C’era una volta un giovane principe che fu mandato dal padre, il re dell’Est, fino in Egitto, allo scopo di trovare una perla. Quando il principe arrivò, la gente versò lui da bere in una coppa. Non appena il principe bevve, dimenticò di essere il figlio di un re, perse memoria della perla e cadde in un sonno profondo.

Il solo incipit della pellicola, tratto dal testo sacro dell’”Inno della perla”, ci cala nella dimensione favolistica, quasi onirica che avvolge l’intera peregrinazione spirituale di Rick. Affermato sceneggiatore di Santa Monica, il protagonista appare come un uomo insoddisfatto, ottenebrato da una continua celebrazione del vizio, tenta di dimenticare il senso di incompletezza che lo compenetra dalla tragedia familiare appena suggerita da alcune scene. Le situazioni, persino i personaggi, sono contornati da un’atmosfera vaga, eterea, così che le storie risultino solo intuibili dalle immagini che regnano sovrane e dalle voci narranti, soffuse, quasi distanti. Figure appena tratteggiate ma estremamente significative sono le donne che accompagnano Rick nel suo percorso di purificazione dal caos, dalla materialità: esse scandiscono gli otto capitoli del film, tramite i singolari e distinti legami che le associano al protagonista e paiono le uniche presenze capaci di parola. Persino i dialoghi sono sfumati, parole che quasi si perdono nella scorrevolezza della narrazione. I trapassi tra le scene sono talvolta pindarici e necessitano di particolare attenzione, perfettamente in linea con l’atmosfera generale del film, nel quale l’oscurità allegorica dei significati è in opposizione alla fotografia chiara, quasi luminosa. Le performance degli interpreti più noti, dal protagonista Christian Bale sino alle illustri comparse Cate Blanchett e Natalie Portman, scompaiono nei toni vagheggianti e nell’analisi profonda caratteristica dello stile di Terrence Malick. Risulta impossibile distrarsi dal viaggio di Rick, estraniarsi da quel personaggio che, nonostante la sfuggevole chiarezza, reclama immedesimazione. Vero è che la recente filmografia di Malick si è soffermata spesso a esplorare le più recondite essenze della vita, tuttavia questa pellicola è particolarmente degna di nota, è il pellegrinaggio innanzitutto dello spettatore che, nonostante gli accenti poco limpidi, si pone come una trasposizione interessante delle dottrine di liberazione prescritte dallo gnosticismo. Film da vedere con attenzione, allusivo e molte volte quasi criptico, tuttavia abile nel solcare l’anima.

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La pellicola ha partecipato al Festival di Berlino nel 2015

 
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