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8 Mile

8mileTitolo originale: 8 Mile

Regia: Curtis Hanson

Cast: Eminem, Kim Basinger, Brittany Murphy

Musiche: Eminem

Produzione: USA 20028mile1

Genere: Drammatico

Durata: 110 minuti

   Trailer

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   Miglior canzone

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Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura:

Musica:

Giudizio:

 

Trama

Il giovane Jimmy (Eminem) sogna di diventare un rapper famoso. La decadenza dei sobborghi di Detroit, la madre nullafacente (Kim Basinger) e il difficile passato sembrano ostacoli ardui da superare, ma la determinazione del ragazzo è più forte. Tra baruffe di strada, sfide nei locali notturni e amori controversi, il suo talento non tarda a emergere.

Recensione

Dopo la folgorante ascesa musicale, Eminem approda anche al cinema in qualità di attore arrabbiato, bisognoso di sfogare il suo rancore verso un passato burrascoso e ostile. Lo dirige Curtis Hanson, regista che ama variare stile di regia e temi trattando con occhio attento sceneggiature non proprio lineari. “8 Mile” asseconda il biondo mito giovanile prendendo dichiaratamente le distanze da un mero percorso biografico, puntando invece sulla descrizione degli elementi di contorno, ben più importanti dell’azione stessa che sta alla base scandendo il ritmo. Sullo sfondo di una Detroit fatiscente e violenta prende corpo la storia di un ragazzo, Jimmy, desideroso di dare un senso alla sua vita tentando la scalata alla celebrità, uno spauracchio da guadagnare a costo di scontri, inclinazioni alla perdizione, delusioni latenti. Con il nome d’arte di B-Rabbit, il protagonista combatte il destino avverso, la sua interiorità travagliata, le difficili condizioni familiari e le molteplici rivalità nascoste a ogni angolo del decadente quartiere natio. Altro elemento che si aggiunge prepotentemente all’ambiente e costituente la propedeutica dell’individuo è il rap, una passione che si fonde con l’esistenza nel ruolo di dimensione interagente, vera e propria arma di riscatto e a suo modo di giustizia estemporanea, spartiacque fondamentale e potente nella sua fase scatenante. L’alternanza del giorno e della notte, l’aspirazione alla grandezza e la fuga dalla rassegnazione, il backround che travalica odio e razzismo rappresentano substrati ora nascosti, ora evidenti che permeano un ritratto sincero appartenente non al singolo ma a una collettività che deve crescere per affrancarsi dalla miseria. Eminem non fatica a entrare nel personaggio, interpretando nell’atteggiamento e negli sguardi nientemeno che se stesso risultando incisivo e credibile. Discorso a parte, invece, per Kim Basinger, la cui capacità di rivalutarsi a ogni pellicola la rende attrice adatta a qualunque ruolo. Il film vince la statuetta dell’Oscar per la canzone “Lose Yourself”, scritta e cantata dallo stesso Eminem.

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Nell'intera storia degli Academy Awards, "Lose Yourself" è l'unica canzone rap ad aver vinto un Oscar

 
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Giovedì, 20.09.2018
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