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Cosa voglio di più

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Titolo originale: Cosa voglio di più

Regia: Silvio Soldini

Cast: Alba Rohrwacher, Pierfrancesco Favino, Giuseppe Battiston

Musiche: Giovanni Venosta

Produzione: Italia 2010cosa1

Genere: Drammatico

Durata: 120 minuti

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Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura:

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Giudizio:

 

Trama

Anna (Alba Rohrwacher) vive con Alessio (Giuseppe Battiston), che vorrebbe da lei un figlio. Ha un lavoro sicuro e una vita piacevole, ma quando incontra Domenico (Pierfrancesco Favino) non esita a tradire il compagno per abbandonarsi alla passione. Anche l’amante ha una famiglia e il loro tradimento non sarà senza conseguenze.

Recensione

Soldini è un regista che ha saputo negli anni leggere l’evoluzione della realtà sociale italiana, contribuendo a dare slancio al nostro cinema, per troppo tempo svilito da produzioni mediocri e anacronistiche. Già con “Agata e la tempesta” del 2004 aveva saputo dare un segnale forte alla commedia nostranamente intesa, ma con “Giorni e nuvole” del 2007 si è confermato un cineasta sensibile alle tematiche prettamente umane. Nel film con Antonio Albanese e Margherita Buy l’argomento trattato consisteva nella difficoltà a trovare un lavoro a 40 anni da parte di un uomo che aveva sino a poco tempo prima condotto una vita agiata e tranquilla. In quella situazione la famiglia ne aveva decisamente risentito, con conseguenze gravi e prevedibili. In “Cosa voglio di più”, Soldini fa in modo che il titolo echeggi in maniera sintomatica ed evidente, focalizzando l’attenzione su personaggi normali, in ambienti consueti e in tempi attuali. Alba Rohrwacher e Giuseppe Battiston vengono riproposti in due ruoli importanti, quello di Anna e Alessio, coppia apparentemente felice, esente da ansie e preoccupazioni. Anna, in particolar modo, si configura come una donna contenta del suo lavoro e soddisfatta della vita privata. Le premesse ci permettono di considerare dunque il tradimento come un fattore imprevedibile e subdolo, da studiare e analizzare nel contesto della sociologia come un fenomeno comportamentale ambiguo e difficile talvolta da comprendere. Soldini ripercorre le fasi di questo comportamento: la premessa felice, l’incontro casuale, l’approccio, l’appuntamento, la clandestinità del sesso, il timore, la conseguenza. Risulta incredibile la semplicità con cui il regista racconta la vicenda, introducendo ulteriori argomenti che si concatenano al motivo principale: un esempio è costituito dalla precarietà del lavoro di Domenico, padre di famiglia, e la sua sensazione di insicurezza in riferimento alla condizione professionale. Tutte queste componenti, compreso il concetto di amicizia collegato all’esistenza di Anna e Alessio, rendono “Cosa voglio di più” un film semanticamente fruibile, sebbene alcuni passaggi vengano sinteticamente affrontati non per incuria ma piuttosto per esigenze temporali.

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Giuseppe Battiston appare per la quinta volta in un film di Silvio Soldini

 
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Lunedì, 20.08.2018
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