In Esclusiva ! ! !

giovani creativi e produzioni recencinema

cinema ergo sum - l'editoriale di samuele pasquino logo ritratti d'autore

Questo sito utilizza immagini come utente non esclusivo e i diritti rimangono delle rispettive case di produzione e distribuzione cinematografiche.

Questo sito utilizza i cookies. Utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire all’utilizzo dei cookies in conformità con i termini espressi nella Privacy e Cookie policy del sito. Grazie

Caro papà

caropapaTitolo originale: Caro papà

Regia: Dino Risi

Cast: Vittorio Gassman, Stefano Madia, Aurore Clément

Musiche: Manuel De Sica

Produzione: Italia 1979papa1

Genere: Drammatico

Durata: 106 minuti

 

 

papa2

 

Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura: papa3

Musica:

Giudizio:

 

Trama

L’ing. Albino Millozza (Vittorio Gassman) è abilissimo nel condurre affari col solo scopo di arricchirsi, incurante della precaria condizione famigliare: con moglie depressa, figlia drogata e un primogenito scontento, l’imprenditore sembra pensare unicamente all’arrivismo e alle tresche amorose. Quando scopre per caso il diario del figlio Marco (Stefano Madia), nel quale si accenna a un’esecuzione di stampo politico, Albino inizia a sospettare qualcosa di terribile.

Recensione

L’obiettivo di una pellicola così schietta e amara non tocca né moralità né tantomeno sentimenti paternalistici, bensì punta al ritratto cruciale e spietato di una società ansiosa di cambiamenti ma intrappolata, negli anni ’70, in una mentalità capitalistica promossa da faccendieri senza scrupoli. Il protagonista tanto ben definito da Risi rappresenta in tutto e per tutto questa prospettiva tesa alla ricchezza e all’influenza politica, pronta a sacrificare e superare gli affetti di cui abbisognerebbe il singolo individuo. Albino e i personaggi facenti parte del suo ambiente presentano, sebbene sotto diverse vesti, i medesimi tratti e sono uniti da una linea che disciplina rigorosamente la logica speculatrice in vigore in quel determinato periodo. L’ingegnere è investito piacevolmente da un successo riconosciuto e indiscusso, che nasconde tra le piaghe inevitabili un sottobosco marcio, formato dagli elementi diretti e indiretti del nucleo familiare: la moglie, l’amante e il socio risultano caratteri atrofizzati dai soldi; il figlio Marco, per contro, rifugge dall’agiatezza e, onde evitare di soccombere per il lusso stucchevole, ripone le speranze in un gruppo di anacronistici sessantottini rivoltosi e subdoli, in piena antitesi con la convenzionalità dei tempi che dettano legge. Albino, nella sua inconsapevole ignoranza affettiva e nella sua superficialità interiore, cade in un vortice contraddistinto dal dubbio incalzante e dal pentimento inconscio, che ne fanno una persona vulnerabile ma pronta a rivalutare la propria situazione. Il fatto che nessuno, veramente, riveli una spiccata propensione ad amarlo crea in lui un silente conflitto che emerge soltanto alla fine confinandolo nel limbo delle vittime colme di interrogativi e rimorsi. Forse, in fondo, la morale c’è ed è espressa con convinzione esemplare, Risi comunque smuove le acque e agita la melma ormai alle porte di un nuovo decennio, proponendo un problema serio e da risolvere, la difficoltà delle diverse generazioni ad aprirsi al sincero dialogo.

gassman

Grazie alla sua grande interpretazione, Vittorio Gassman vince il David di Donatello come miglior attore protagonista

 
© 2018 Recencinema.it - Dove il cinema è cultura Designed by Serena Dolgetta
Sabato, 26.05.2018
T O P