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Caos calmo

caosTitolo originale: Caos calmo

Regia: Antonello Grimaldi

Cast: Nanni Moretti, Alessandro Gassman, Isabella Ferrari

Musiche: Paolo Buonvino

Produzione: Italia 2007calmo1

Genere: Drammatico

Durata: 112 minuti

Trailer

 

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Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura: calmo3

Musica:

Giudizio:

 

Trama

Mentre Pietro (Nanni Moretti) si trova a salvare in mare una donna (Isabella Ferrari) dall’annegamento, la moglie muore colpita da un malore nel cortile della loro villetta. Celebrati i funerali, inizia per la piccola Claudia l’anno scolastico: Pietro la accompagna all’istituto e decide di attenderla seduto su una panchina di fronte all’edificio, cosa che farà anche nei giorni successivi destando lo stupore di amici e colleghi.

Recensione

“Caos calmo” non è da considerarsi propriamente un film Morettiano poichè l’escatologia idealistica dell’attore e regista resta sopita, forse solo accennata in qualche breve divagazione mentale solitaria. Antonello Grimaldi dirige una storia che si discosta da ogni riferimento politico e storico spesso invadente in pellicole di questo genere, enfatizzando comunque un tratto sociale che evidenzia un confronto singolare fra isolamento individuale e situazioni espresse dalla collettività globale. Stabilendo un incipit che garantisce solidità e drammaticità, cioè un lutto familiare e un apparente trauma infantile, la vicenda gioca sul cammino silenzioso che si staglia lungo linee sottili, esistenziali, estranianti. I caratteri umani forti ma imprevedibili sono legati al comportamento del protagonista Pietro, un uomo professionalmente impegnato che decide di relegarsi in un limbo di muta sofferenza, trasfigurazione ossessiva dell’affetto che nutre per la figlia Claudia. Entrambi sembrano superare quietamente la morte improvvisa di Lara, ma interiormente Pietro vive un profondo e radicato caos che non lo sconvolge ma lo destabilizza. La panchina di fronte alla scuola diventa un portale che gli permette di entrare in contatto con problematiche differenti che attanagliano i diversi personaggi “in visita” presso il suo nuovo rifugio. Con il cadenzato ritmo monologico e dialogico che caratterizza Moretti, Pietro esercita una comprensione distolta, lontana dalla tranquillità agognata e trovata. La sua attesa non freme, è l’occasione per svagarsi con atti semplici e abitudinari (il pranzo al chiosco, l’allarme della macchina, le passeggiate nel giardino), inframezzati dalle personalità che irrompono nel suo spazio privato. Il rapporto fra il genitore e la piccola Claudia è reso in modo da sublimare un’incredibile maturità acquisita dalla bambina e un’impercettibile timidezza del padre forse esterrefatto dall’anomala situazione. Sensi di colpa, ridondanze e pensieri tristi si riducono ad un flebile pianto raccolto, proprio perché l’anima del film di Grimaldi non è il dolore ma la scoperta di una fase evolutiva nuova, prevalentemente sentimentale. La sofferenza più grande ne incontra altre di minore entità ma a loro modo tragiche, capaci di creare quella solidarietà ch’è poi il punto di arrivo sotto varie prospettive del romanzo omonimo di Sandro Veronesi. Fanno la loro comparsa molti grandi attori del cinema italiano, da Alessandro Gassman a Isabella Ferrari e Valeria Golino, carrellata che culmina con l’illustre partecipazione di Roman Polanski.

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L'attrice Isabella Ferrari ha dichiarato che nella scena erotica fra lei e Nanni Moretti c'è stato sesso vero 

 
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Giovedì, 20.09.2018
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