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Brubaker

brubakerTitolo originale: Brubaker

Regia: Stuart Rosenberg

Cast: Robert Redford, David Keith, Morgan Freeman

Musiche: Lalo Schifrinbrubaker1

Produzione: USA 1980

Genere: Drammatico

Durata: 132 minuti

    Trailer

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Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura: brubaker3

Musica:

Giudizio:

 

Trama

Brubaker (Robert Redford) viene scelto come nuovo direttore del carcere di Wakefield, unico penitenziario degli Stati Uniti a non avere delle vere e proprie guardie bensì reclusi “affidabili”. L’uomo entra nel carcere come detenuto per osservare dall’interno i grossi problemi della struttura e scopre soprusi, violenze e corruzioni di ogni tipo. Rivelatosi, inizia una riforma carceraria tesa alla maggior efficienza nel rispetto dei diritti umani, ma così facendo si scontra con le istituzioni che si vedono minacciate dal suo operato.

Recensione

La vera storia di Thomas Murton, che diresse un penitenziario dell’Arkansas fino al 1968, diventa un dramma carcerario pietra miliare del genere. La pellicola di Stuart Rosenberg non è sostenuta dalla consueta violenza che permea questo tipo di film, basa piuttosto il suo impianto narrativo sulle dispute politiche e sociali concernenti la condotta dell’istituto e il comportamento degli elementi che lo popolano. Brubaker rappresenta il grande riformatore che inizia la sua rivoluzione da detenuto, confondendosi tra i reclusi come a voler vivere in prima persona le drammatiche situazioni che dovrà risolvere. Impegnato a comprendere la filosofia del sistema e la psicologia del carcerato, il giovane direttore impronta il suo programma sulla vera e propria riabilitazione dell’uomo attraverso una struttura efficiente, vivibile ed organizzata, focalizzando l’attenzione su alcuni detenuti che potrebbero aiutarlo in quella che si prefigura come un’impresa socialmente ardua ma possibile. Circondato da spie, funzionari corrotti e burocrati incapaci, Brubaker trova presto occasione di scontrarsi con le autorità che vedono in lui una seria minaccia alle dinamiche elettive vigenti nel sistema. Rosenberg fa sì che non siano ben definibili gli schieramenti, evidenziando il fatto che Brubaker sia sostanzialmente solo e lotti strenuamente affrontando ipocrisie, interessi e loschi affari senza però concreti appoggi da parte di coloro che sostengono di aiutarlo. Ne deriva un sopito malcontento dei conservatori, malcontento che sfocia nel duro attacco all’operato del volenteroso direttore. La sceneggiatura, a tal proposito, riserva un finale che si può intendere secondo diverse prospettive e diviene emblematico riflettendosi nello sguardo deluso ma orgoglioso del personaggio interpretato da un bravo Robert Redford. Il messaggio di “Brubaker” sprona le nuove istituzioni ad apportare migliorie ad un sistema che anni prima vinceva sulle voci dei singoli, ma che ora è grazie a quelle voci che può dirsi realmente migliore.

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Thomas Murton scrisse un libro riguardo alla sua esperienza da direttore nel carcere dell'Arkansas, ispirazione per la sceneggiatura del film

 
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Lunedì, 23.07.2018
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