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21Titolo originale: 21

Regia: Robert Luketic

Cast: Jim Sturgess, Kevin Spacey, Kate Bosworth

Musiche: David Sardy

Produzione: USA 2008211

Genere: Drammatico

Durata: 125 minuti

    Trailer

 

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Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura:

Musica: 213

Giudizio:

 

Trama

Per pagarsi l’iscrizione all’Università di Harward e diventare medico, il giovane e brillante Ben Campbell (Jim Sturgess), studente dell’MIT, si unisce a un gruppo di geniali matematici in grado di sbancare i Casinò di Las Vegas contando le carte del Blackjack. Il professor Rosa (Kevin Spacey), fautore della squadra d’azzardo, li conduce nella città del gioco per fare incetta di dollari. La tecnica sembra funzionare a meraviglia, fra segnali ben congegnati e travestimenti, ma la spirale del guadagno facile rischia di diventare troppo pericolosa.

Recensione

Incredibilmente ispirato a una storia vera, il film di Luketic si discosta dai suoi lavori passati (tra cui ricordiamo lo spassoso “La rivincita delle bionde”), fornendo comunque intrattenimento ludico fresco e a tratti divertente. Tuttavia occorre sottolineare il significato propedeutico della storia che coinvolge il gruppo di geni matematici. Si evidenzia immediatamente il fulcro che sostiene l’apparato narrativo: il denaro facile prodotto dalla facilità di calcolo unito al ragionamento logico. Una riflessione più profonda ma non marcata induce lo spettatore a seguire con un certo pathos il lento e inesorabile indurimento della storia prima di uno scioglimento non privo di emozioni cruciali. Sia come viene girato, sia come viene interpretato, il film appare come un contenitore prezioso di applicazioni e formulari mentali in grado di stimolare i sogni reconditi di chi ambisce alla ricchezza. I protagonisti gettati nella mischia d’azzardo da Luketic sono tutti grandi talenti della disciplina matematica, obiettivamente sviliti dalla causa del denaro. Il professore che ha il volto e le placide movenze di Kevin Spacey si fa promotore di un arrivismo materiale che esige sacrifici, segreti e, inevitabilmente, ingiustizie subdole: in due parole, solo affari. La storia non è banale e pone l’accento sulla dipendenza dal gioco e sulle influenze esistenziali che esso ha la capacità di esercitare sull’innocente. Ben medita a lungo sulla sua impresa ma si getta al suo compimento come cavaliere animato da sani principi, tornando a casa sconfitto e umiliato da quella sensazione di onnipotenza rivelatasi soltanto una mera illusione beffarda e sfrontata. Il ragazzo attraversa tutte le fasi del viaggio oscuro, dall’ebbrezza del successo alla consapevolezza della sua bravura, dall’emarginazione alienante all’allontanamento inconsapevole dagli amici più cari. La cinepresa scruta la gestualità dei crupier, le lucenti sale di Las Vegas, le sue meravigliose e appariscenti follie spietate, e ovviamente le carte del Blackjack, la cui naturale traduzione (sintomatica) fa riferimento al lato oscuro e seduttivo di Ben, un vergine deflorato dalle lusinghe del potere. Non è una commedia quella di Luketic, ma la leggerezza con cui anche le trame più intricate vengono dissipate dimostra l’abilità del cineasta di pronunciare l’ultima parola su un tema caldo e attuale, soprattutto in una società in crisi sebbene tecnologicamente ineccepibile.

gruppo21

Nella realtà il gruppo del Blackjack era composto da asiatici-americani

 
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Domenica, 22.07.2018
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