In Esclusiva ! ! !

giovani creativi e produzioni recencinema

cinema ergo sum - l'editoriale di samuele pasquino logo ritratti d'autore

Questo sito utilizza immagini come utente non esclusivo e i diritti rimangono delle rispettive case di produzione e distribuzione cinematografiche.

Questo sito utilizza i cookies. Utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire all’utilizzo dei cookies in conformità con i termini espressi nella Privacy e Cookie policy del sito. Grazie

Gli sdraiati

Scritto da Giorgia Colucci   
Lunedì 20 Novembre 2017 22:11

gli sdraiatiTitolo originale: Gli sdraiati

Regia: Francesca Archibugi

Cast: Claudio Bisio, Cochi Ponzoni, Gaddo Bacchini

Musiche: Battista Lena

Produzione: Italia 2017gli sdraiati1

Genere: Commedia

Durata: 103 minuti

   Trailer

gli sdraiati2

 

Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura:

Musica: gli sdraiati3

Giudizio:

 

Trama

La trama de Gli sdraiati, ha come fulcro il rapporto tra un padre, Giorgio (Claudio Bisio), e un figlio, Tito (Gaddo Bacchini), con quelle stesse atmosfere di gioia vitale e solitudine narrate da Michele Serra nell'omonimo romanzo.

Recensione

Le prime sequenze de Gli sdraiati di Francesca Archibugi ritraggono Milano, quella Milano dei giovani e della confusione che il film prova a raccontare con una serie di inquadrature ferme e panoramiche a spalla che ci introducono alle zone in evoluzione, alle strade della modernità; spesso, come ha detto la stessa regista, a descrivere meglio le città sono coloro che non vi abitano e proprio l'Archibugi, mezza romana e mezza toscana, riesce a farlo discretamente. Pare che un mondo come quello dei vecchi e dei genitori faccia fatica a scavalcare il muro d'età che li separa dai figli e dal loro variegato universo di prime scelte, primi amori, biciclettate e grande amicizia. Una vita, molte vite, quelle che questa pellicola tenta di ricreare, appellandosi grazie all'aiuto di una buona sceneggiatura a un casting che attinge direttamente dai licei milanesi, dai quali viene anche il protagonista. I momenti che più si apprezzano sono quelli che vanno al di là delle pure esigenze drammaturgiche e si concentrano sul viaggio, quello di Tito verso l'età adulta e quello di Giorgio nella sua vita passata. Il viaggio è la chiave di volta per la comprensione di questa generazione dinamica, di questo esplorare con l'istinto e i sentimenti; proprio per tale ragione, a fungere da tramite tra i personaggi è il nonno Pinin, un tassista. Ponte tra l'età adulta e  quella quasi infantile della gioventù, Pinin è una sorta di Caronte che traghetta i personaggi dalla periferia al centro, l'uno dall'altro e proprio la sua scomparsa rappresenta un punto di svolta, forse un pó drastico ma abbastanza efficace della narrazione. Questo character assume ancora maggior rilievo se si pensa che, a parte nel gruppo, questo film vede quasi esclusivamente rapporti biunivoci, in cui si avvertono fortissime le opposizioni, merito anche della materia trattata; proprio nel panorama descritto, amore e amicizia sono due temi fondamentali, che un pó si contrastano tra loro, quasi contrapponendo il gruppo alla coppia. D'altra parte, a mettere in crisi la stabilità del gruppo di amici, come il rapporto di Tito con suo padre è, in una certa misura, l'irruzione del mondo femminile in quello maschile: a partire dalla presenza assillante del fantasma della madre nel rapporto padre e figlio, proseguendo con la figura di Alice, primo amore di Tito, e di sua madre, vecchia fiamma del padre; questa parabola ha il suo climax paradossale nell'avveniristico auspicio di una prima presidentessa del consiglio donna, dettaglio curioso, ma che sintetizza in qualche modo uno degli spiriti che animano il film. In sostanza la pellicola, sebbene in termini non propriamente nuovi, corrisponde a un buon esercizio di ricerca di realismo sia per ciò che riguarda la sceneggiatura, sia per quanto concerne la recitazione; a questo proposito, oltre alle performance dei giovani liceali esordienti, si segnalano positivamente sia Bisio, che quasi sempre riesce ad attenuare la comicità connotante il suo personaggio pubblico, ma.soprattutto Antonia Truppo, che anche se in un ruolo secondario, si fa ampiamente valere. Forse nell'esigenza di trovare una trama attraverso un libro che trama non ha in quanto racconto psicologico o "lettera senza risposta di un padre a un figlio", la drammaturgia talvolta eccede in particolari e sentimentalismi non perfettamente calzanti, tuttavia questi non pregiudicano la godibilità del film. Gli sdraiati può essere definito un buon tentativo di approcciare la realtà, che non disdegna qualche sorriso.

gli sdraiati4

Il romanzo Gli sdraiati di Michele Serra è edito da Giangiacomo Feltrinelli Editore

 

 

Immagini: Copyright LUCKY RED S.r.l.

 
© 2018 Recencinema.it - Dove il cinema è cultura Designed by Serena Dolgetta
Sabato, 23.06.2018
T O P