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Daddy Sitter

Scritto da Samuele Pasquino   
Venerdì 19 Agosto 2016 14:59

daddy sitterTitolo originale: Old dogs

Regia: Walt Becker

Cast: Robin Williams, John Travolta, Kelly Preston

Musiche: John Debney

Produzione: USA 2009daddy sitter1

Genere: Commedia

Durata: 90 minuti

   Trailer

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Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura:

Musica: daddy sitter3

Giudizio:

 

Trama

Nel bel mezzo di un grosso affare che coinvolge la loro società, Charlie (John Travolta) e Dan (Robin Williams) si ritrovano alle prese con un problema più grande di loro: l’ex moglie di Dan chiede all’uomo di ospitare per due settimane i figli di cui non era neppure a conoscenza. Inevitabile il coinvolgimento dell’amico e insieme affronteranno l’esuberanza e la vivacità degli scatenati ragazzini.

Recensione

Che si consideri una parentesi stanca o un trattato di buonismo per famiglie, la pellicola imbastita e prodotta dalla Disney si prefigge di raggiungere un target esteso senza avanzare troppe pretese ma garantendo almeno il sorriso sulle labbra. Daddy Sitter esprime fin dal titolo uno strano gioco delle parti, uno schema stravolto nel quale ogni ruolo sociale viene sovvertito in un’ottica non proprio originale ma certamente comica nel suo sviluppo a breve termine. I nomi che spiccano nel cast non abbisognano di presentazioni: Robin Williams e John Travolta non si comportano da mattatori, anzi mirano più al divertimento professionale legato a una singola esperienza, il film appunto. La storia non può e non riesce a rievocare cult della commedia d’oltreoceano quali Mrs. Doubtfire o Senti chi parla (volendo per par condicio citare un cavallo di battaglia per ciascuno dei protagonisti), ma sarebbe altresì ingiusto cercare qualche analogia che possa giustificare la sussistenza della comic story in questione. La casa di produzione, rispettando la propria politica priva di violenza o volgarità spicce, pone l’accento sull’incontro tra generazioni, tra il mondo degli adulti e quello dei bambini, evidenziando incomprensioni ma anche similarità, piccoli paradossi e grandi riflessioni, esentando a ogni modo lo spettatore da qualunque tipo di impegno correlato alla visione e fruizione della pellicola. Accantonando la serietà di un lavoro che rischia di essere compromesso, la lascivia di matrimoni labili, la leggerezza di responsabilità individuali, emerge un’avventura che, tra quattro mura o durante un ritrovo di boyscout, punta a ridicolizzare un disagio suscitando nient’altro che ilarità. Se poi, aldilà delle gag più o meno irresistibili, si constata la volontà di Travolta di coinvolgere la moglie Kelly Preston e la figlia Ella Bleu, consegnandole simbolicamente all’amico Williams come a voler dire “anche se per pochi giorni, saprai cosa significa”, non resta che analizzare le diverse situazioni cogliendo la summa complessiva, vale a dire abbandonarsi a una sana quanto sincera risata.

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Per questo film, John Travolta ha ricevuto la nomination come peggior attore protagonista

 
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