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American sniper

american sniperTitolo originale: American Sniper

Regia: Clint Eastwood

Cast: Bradley Cooper, Sienna Miller, Luke Grimes

Produzione: USA 2014american sniper1

Genere: Biografico

Durata: 134 minuti

   Trailer

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Miglior montaggio sonoro Alan Robert Murray e Bub Asman

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Regia: stella12stella12stella12stella12

Interpretazione: stella12stella12stella12stella12

Sceneggiatura: stella12stella12stella12stella12

Musica: stella12stella12stella12

Giudizio: stella12stella12stella12stella12

Trama

Dapprima intenzionato a condurre una vita da cowboy itinerante, Chris Kyle (Bradley Cooper) si arruola invece nei Seals per servire il proprio Paese. Partito in missione in Iraq, dimostra il suo valore come cecchino, mietendo più di 200 vittime fra i nemici tanto da divenire nell’esercito una vera e propria leggenda. Dopo dieci anni di onorato servizio, viene ucciso in congedo da un reduce affetto da stress post bellico.

Recensione

Clint Eastwood possiede quella capacità, unica e inequivocabilmente esclusiva, di trattare il difficile tema della guerra con una delicatezza che convalida persino le argomentazioni più scomode da eviscerare. Verità, rappresentazione o punto di vista, il suo American Sniper cementa dubbi e convinzioni, tentennamenti e terribili dilemmi esaltando con sguardo lucido e interiore una figura simbolo del mito bellico a stelle e strisce: Chris Kyle. Eastwood ha saputo adattare cinematograficamente l’autobiografia del Navy Seal, American Sniper – il cecchino più letale della storia militare americana, instillando in esso il suo consueto tocco autoriale impregnato di straordinario gusto registico ed evidente patriottismo, già infuso a pellicole particolarmente legate alla bandiera come Gunny (1986), Gran Torino (2008) e Flags of our fathers (2006). L’approccio del cineasta a una guerra non conclusa si appiglia a un’altalenanza di realtà e situazioni che giocano con il confronto a distanza fra la pace entro confine e il caos che regna in una terra dove solo il sacrificio dei soldati e la loro caduta può garantire quella stessa pace: è proprio qui la chiave di lettura per aprire i cassetti di un film di tale portata, aspro ma al contempo costruito con guanto di velluto, dalla violenza palese ma equilibrata. Al di là del blasone, Chris Kyle non esce né vincitore né eroe, incarnando lo spirito di ogni fante impiegato in un conflitto che ha come comun denominatore con i precedenti l’assurdità dell’ingaggio bellico. Un ingaggio che, a quanto si può vedere, crea addirittura astinenza, e quindi una condizione incredibilmente ossimorica dell’essere umano traumatizzato da un vissuto tragico: la devastazione psicologica, il rischio di alienazione dai veri affetti e il ricordo urlante costituiscono aspetti non minori ma determinanti per l’integrità del reduce. Eastwood potrebbe avvalersi di un bagaglio enorme di pellicole passate per la sua amalgama personale ma, sorprendentemente, non cade nel tranello dell’ispirazione contenutistica, preferendo approfondire la dicotomia mentale lavorata da Kathryn Bigelow nel pluripremiato The Hurt Locker, dove l’inspiegabile dipendenza del protagonista per il pericolo trova adesso un prolungamento di diversa estrazione ma eguale concetto. Bradley Cooper dà spessore a un personaggio convincente e sofferto, accompagnato da una rediviva Sienna Miller, in assoluto stato di grazia. Eastwood centra ancora il bersaglio e, proprio come Chris Kyle, continua a non sbagliare un colpo tessendo, anno dopo anno, una tela filmografica eccezionale per formule spettacolari e valore culturale.

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Secondo i dati ufficiali della Marina, Chris Kyle ha abbattuto in battaglia 160 nemici

 
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Lunedì, 20.08.2018
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