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Point Break

Scritto da Samuele Pasquino   

point breakTitolo originale: Point break

Regia: Kathryn Bigelow

Cast: Keanu Reeves, Patrick Swayze, Gary Busey

Musiche: Mark Isham

Produzione: USA 1991point break1

Genere: Azione

Durata: 120 minuti

   Trailer

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Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura:

Musica:

Giudizio: point break3

 

 

Trama

Los Angeles. La banda degli ex presidenti, composta da rapinatori che indossano le maschere di Carter, Reagan, Nixon e Johnson, svaligiano le banche della città con lucidità ed estrema precisione. L’F.B.I brancola nel buio fino all’arrivo dell’agente Johnny Utah (Keanu Reeves), che si unisce alle indagini insieme ad Angelo Pappas (Gary Busey), veterano del dipartimento. Quest’ultimo ritiene che la banda sia formata da surfisti spericolati. Johnny si infiltra così fra gli uomini di Bodhi (Patrick Swayze) per riuscire finalmente a incastrare i rapinatori.

Recensione

Point Break è il risultato della particolare concezione cinematografica della regista Kathryn Bigelow, talentuosa e piuttosto anticonvenzionale nelle scelte di messa in scena. Il film si basa sulla fusione di vari punti di vista, prospettive che si scontrano e poi collimano attraverso dinamiche coinvolgenti. Al centro della vicenda la Bigelow pone i suoi personaggi intrisi di strana frenesia, di una malsana volontà di cavalcare il pericolo e trovare una ragion d’essere giustificante, appagante. Almeno inizialmente, la storia si orienta verso la morfologia di un solo personaggio, e cioè Johnny Utah, apparentemente banale nella sua presentazione scenica: aitante, superbo, altezzoso e vagamente detestabile nel suo atteggiamento borioso. Tale apparenza è destinata a sfaldarsi per due motivi, vale a dire l’incontro-scontro generazionale con Angelo Pappas, il suo maturo compagno d’avventura, e l’esplorazione di un mondo ignoto e affascinante, costituito dal surf e dalle onde gigantesche. La narrazione diventa concettualmente importante proprio quando il protagonista viene coinvolto nelle scorribande di Bodhi, il carismatico leader dei surfisti. A questo punto la Bigelow dichiara il vero intento del suo lavoro: elegge Bodhi simbolo del riscatto e della rivoluzione umana, ammantandolo di trascinante incoscienza e pensieri profondi, scuotendo la forza e l’adenalina represse di Johnny. Acquisisce dunque importanza, a tale proposito, il passato sportivo del giovane agente, celebre promessa del football fino al rovinoso infortunio che lo ha allontanato definitivamente dai campi di gioco. Bodhi si rivela astuto e lungimirante nel proposito di scatenare in Utah un’energia sopita, pronta a esplodere in determinate condizioni. Fra Johnny e il surfista si instaura un rapporto contraddistinto dal rispetto e dalla fiducia, capace di infrangere barriere che esulano dalla logica cosciente. In un gioco di cause ed effetti, i ruoli faticano a distinguersi: guardie e ladri giungono al “punto di rottura”, ma il gran finale sembra quasi una riconciliazione che riguarda l’uomo, l’elemento naturale e la falsa trasfigurazione. Indubbiamente la Bigelow consegna al successo un buon film, segnato però da alcune ingenuità che confluiscono tutte nelle spettacolari scene dei voli acrobatici col paracadute, poco verosimili e piuttosto superficiali.

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Gary Busey, qui nella parte di Pappas, aveva a suo tempo interpretato un abile surfista nel film del 1978 Un mercoledì da leoni, diretto da John Milius

 
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Mercoledì, 23.05.2018
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