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Act of valor

Scritto da Samuele Pasquino   

act of valorTitolo originale: Act of valor

Regia: Mike McCoy e Scott Waugh

Cast: Roselyn Sanchez, Alex Veadov, Jason Cottle

Musiche: Nathan Furst

Produzione: USA 2012act of valor1

Genere: Azione

Durata: 110 minuti

   Traileract of valor2

 

Regia: stellastellastella

Interpretazione: stellastellaact of valor3

Sceneggiatura: stellastella

Musica: stellastellastella

Giudizio: stellastellastella

 

Trama

Un’agente della CIA in incognito (Roselyn Sanchez) viene rapita nelle Filippine, dove agisce un influente trafficante di droga (Alex Veadov). Quasi contemporaneamente, un funzionario americano muore in un attentato per mano di un pericoloso terrorista ceceno (Jason Cottle). Viene così chiamata a intervenire una squadra scelta di Navy Seals, che si trova a combattere una dura battaglia contro una minaccia di vaste proporzioni. Qualcuno di loro non farà ritorno a casa.

Recensione

L’11 settembre 2001 è ancora vivo nella memoria del popolo americano e, in particolare, nella cinematografia hollywoodiana, che sembra non riuscire a svincolarsi da un discorso mirato a indagare nelle maglie del terrorismo, del fanatismo islamico e in attacchi di ogni genere contro l’occidente. Se poi si instilla nell’opera filmica una buona dose di azione, immancabile patriottismo e richiamo inevitabile al sacrificio del singolo si ottiene il reale scopo dell’industria su grande schermo: l’intrattenimento. Act of valor, in questa logica limpida e inequivocabile, contiene tutti gli ingredienti propri di un action movie amalgamato ai topoi del war movie. I registi Mike McCoy e Scott Waugh, camminando su una narrazione piuttosto esile e senza troppi raccordi – da ritenersi però necessari e in tal caso mancanti – curano il lato estetico di una pellicola votata alla celebrazione della disciplina bellica a stelle e strisce. Le attrazioni principali sono il punto di vista e la prospettiva, perseguite con una miscellanea di varie tecniche di movimento di macchina che vanno dalla camera a mano (per incrementare il coinvolgimento) alla fissità di determinate inquadrature, passando per una viva rassegna della scala dei piani e culmini contraddistinti dal ralenty spettacolare. Il cinema si misura con l’esigenza di maggior realismo e, sebbene si sfiori soltanto il prefisso iper (realismo), nell’occasione McCoy e Waugh evincono un’interattività visiva propria del videogame, individuando nella soggettiva ” a fucile imbracciato” il modo per catturare l’attenzione dello spettatore e aggiungendo a questa interazione l’alternarsi delle più svariate location: cielo, terra, mare, interni ed esterni fanno da sfondo a una battaglia senza confini. In molte scene il déjà vu è in agguato, in altre s’intravede l’originalità di un sottotesto vincente ma, complessivamente, non si va oltre la discreta stima di un prodotto già inflazionato in partenza, gradevole per la piena aderenza al genere e una novità particolare, costituita dal fatto che i protagonisti sono veri Navy Seals addestrati al combattimento e quindi estremamente preziosi per ricreare dinamiche e tattiche.

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Il film ha contribuito all'arruolamento volontario di nuovi Navy Seals

 
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Lunedì, 23.07.2018
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