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10.000 A.C.

locandinaTitolo originale: 10.000 B.C.

Regia: Roland Emmerich

Cast: Camilla Belle, Steven Strait, Cliff Curtis

Musiche: Harald Kloser

Produzione: USA 2008scena1

Genere: Avventura

Durata: 109 minuti

    Trailer

 

 

Regia: scena2

Interpretazione:

Sceneggiatura:

Musica: scena3

Giudizio:

 

Trama

Una pacifica tribù del nord viene attaccata da un gruppo di pericolosi predoni, i quali rapiscono uomini e donne, tra cui la bellissima Evolet (Camilla Belle). D’Leh (Steven Strait), coraggioso cacciatore innamorato della ragazza, parte con alcuni compagni per poterla riprendere. Giungeranno in una città di schiavi vessati da un’entità considerata divina.

Recensione

Emmerich si conferma regista del genere fantascientifico pur tentando di ambire ad un certo eclettismo narrativo appannaggio di pochi eletti. Concentrandosi su quest’avventura densa di effetti speciali più scenografici che visivi, il cineasta propone una storia troppo banale e inflazionata, costellata da déjà vu eccessivamente vicini e tutt’altro che velati. L’ambientazione segue una legge che unisce i primordi naturali all’indole selvaggia dell’uomo del 10.000 A.C, epoca che dà lo spunto ma non l’avvio narrativo a una storia potenzialmente interessante ma scontata nel suo sviluppo. Il tono fiabesco è improntato su elementi che compongono una sorta di leggenda: la voce matura fuori campo, i giovani innamorati, l’ambiguo destino, la prova del coraggio e la consapevolezza del mito esaltano l’aura magica che pervade l’intera avventura. Si percepisce, però, una sostanziale incompletezza che grava sul risultato finale, dettata dalla caparbia scelta di Emmerich di attingere esclusivamente al suo passato cinematografico, riproducendo grossolanamente situazioni e svolte che hanno sancito parte del suo successo. Il riferimento più evidente (e deludente) lo si evince nella descrizione visiva della città degli schiavi, pronti alla rivolta purché guidati dall’eroe: ecco la sceneggiatura di “Stargate”, con le sue piramidi, l’alieno divinità e la bella di turno. All’epilogo ci si accorge che “10.000 A.C.” segue lo stesso canovaccio, disattendendo l’ambizione di originalità e concretezza che poteva condurre, se veramente perseguita, ad un buon film.

foto

L'azzurro così intenso degli occhi di Evolet è stato creato digitalmente.

 
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Martedì, 16.01.2018
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