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Escobar - Il fascino del male

Scritto da Annalice Furfari   
Venerdì 06 Aprile 2018 17:32

escobar - il fascino del maleTitolo originale: Escobar

Regia: Fernando León de Aranoa

Cast: Javier Bardem, Penélope Cruz, Peter Sarsgaard

Musiche: Federico Jusid

Produzione: Spagna 2017escobar - il fascino del male1

Genere: Drammatico

Durata: 127 minuti

   Trailer

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Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura:

Musica: escobar - il fascino del male3

Giudizio:

 

Trama

Quando Pablo Escobar (Javier Bardem) e Virginia Vallejo (Penélope Cruz) si conoscono, trentenni, è subito colpo di fulmine. Lui è un affermato uomo d’affari, lei un’avvenente giornalista televisiva in ascesa. Diventano amanti. Lui la ricopre di regali e le spalanca le porte del suo impero fondato sul narcotraffico. Lei gli insegna a manipolare il popolo attraverso i media, aiutandolo a diventare un potente personaggio pubblico.

Recensione

Il film del regista e sceneggiatore spagnolo Fernando León de Aranoa racconta la vita del criminale più ricco della storia, dalla sua ascesa all'inizio degli anni Ottanta fino alla morte avvenuta nel 1993, passando per il periodo del narcoterrorismo e della lotta politica contro la minaccia dell’estradizione negli Stati Uniti. Il re della droga Pablo Escobar aveva un patrimonio stimato in 30 miliardi di dollari nei primi anni Novanta. Il suo cartello forniva circa l’80% della cocaina di contrabbando negli States. Le sue attività illecite e il suo approccio spietato provocarono la morte di 3.000 persone in Colombia, paese dove Escobar nacque da semplici contadini. Una figura indubbiamente affascinante quella del narcotrafficante, che il successo straordinario della serie tv di Netflix, Narcos, ha riportato in auge. Così, l’anno scorso Benicio Del Toro ha indossato i panni del criminale sul grande schermo (Escobar) e adesso è toccato a Javier Bardem, decisamente credibile sia per le fattezze fisiche che per la gestualità e l’attitudine. È evidente che lo stesso Bardem subisce il fascino di Escobar e tiene a rendere la sua proverbiale dualità: da un lato l’amorevole tenerezza nei confronti dei familiari, dall’altro il carisma mostruoso nel trattare gli affari, alimentati dall’ambizione smodata a ottenere sempre di più, spinta fino agli estremi dell’autodistruzione. Anche Penélope Cruz conferma il suo ben noto talento nei panni della giornalista che, dopo essere stata a lungo amante di Escobar, decise di collaborare con la giustizia in seguito alle pesanti minacce di morte ricevute e al licenziamento dall’emittente televisiva colombiana per cui lavorava. A tratti schiacciata dal carisma del collega e marito Bardem, con cui ha più volte recitato, la Cruz è magnetica nel rendere il fascino ammaliante di Virginia Vallejo, così come la sua durezza ambiziosa e le sue fragilità di donna che è comunque relegata al ruolo secondario di amante. Risiede in queste due interpretazioni l’interesse del film, che avrebbe giovato dall’essere recitato interamente in lingua spagnola. Gli sprazzi di verità che emergono quando i due attori si esprimono nella loro lingua madre danno valore aggiunto a una pellicola che, inspiegabilmente, pur essendo stata girata in Colombia, è recitata per lo più in inglese (zoppicante quello della Cruz). Altro punto debole della realizzazione di Aranoa è l’influsso troppo evidente della televisione: chi ha amato Narcos ha l’impressione di assistere a una versione compressa della serie di Netflix, con episodi cruciali della vita di Escobar che, per ragioni di tempo, non ricevono il dovuto approfondimento. Quindi, al di là dei due grandi attori protagonisti, questo biopic cinematografico non adotta un punto di vista veramente originale rispetto a quanto già raccontato sul piccolo schermo.

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Il film è tratto dal libro scritto da Virginia Vallejo nel 2007, Loving Pablo, Hating Escobar

 

 

 

Copyright immagini: Ufficio Stampa Manzo&Piccirillo

 
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