In Esclusiva ! ! !

giovani creativi e produzioni recencinema

cinema ergo sum - l'editoriale di samuele pasquino logo ritratti d'autore

Questo sito utilizza immagini come utente non esclusivo e i diritti rimangono delle rispettive case di produzione e distribuzione cinematografiche.

Questo sito utilizza i cookies. Utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire all’utilizzo dei cookies in conformità con i termini espressi nella Privacy e Cookie policy del sito. Grazie

"Deve pretendere di vivere in un mondo migliore!"

la finestra di fronte1Camminare per la città, incontrare un anziano solo e smarrito in balia dell'indifferenza e decidere di non lasciarlo là ma capire chi è e da dove viene, e così cambiare inconsapevolmente la propria vita iniziando a riflettere su di essa: è ciò che succede a Giovanna, protagonista del film La finestra di fronte, diretto nel 2003 da Ferzan Ozpetek e ancor oggi uno dei capolavori del cinema italiano. La pellicola si basa sul ricordo e sulla memoria che preserva l'identità di un individuo: in tal caso l'anziano Davide porta con sé un pesante fardello, quello di un passato triste e doloroso, teatro di un grande amore inscritto in una grande tragedia. la finestra di fronte2Riaffiora così una storia romantica, talmente profonda da scuotere e determinare il presente di Giovanna, una donna giovane in cerca dei propri sogni non ancora trovati né realizzati. La pellicola di Ozpetek comunica con immagini forti e dolci suoni, ma soprattutto con monologhi e dialoghi dai quali emergono parole intensissime che non lasciano indifferenti ma inducono alla riflessione e, conseguentemente, alla commozione più vera. Già, vera come l'amore fra Davide e Simone, che si svela attraverso le parole che seguono.

la finestra di fronte3Davide: “Quella notte ho salvato molte persone, le stesse persone che ridevano di me, che non credevano ai miei sentimenti, che non accettavano che io potessi amare Simone… e per salvare loro, ho perso lui. Ero di fronte a un bivio, mi capisce? Ma invece di correre da Simone, ho scelto di andare prima ad avvertire gli altri. Dovevo dimostrare di essere degno di loro, salvarli per primi sarebbe stato il mio riscatto… L’indifferenza, questa è la vostra malattia, siete cieche, sorde! Vi hanno rimbambito con la loro propaganda!”

E poi rivolgendosi a Giovanna: “Non è per me che ho paura, io non posso fare più niente, lei invece può ancora scegliere, può ancora cambiare, Giovanna…Non si accontenti di sopravvivere, lei deve pretendere di vivere in un mondo migliore, non soltanto sognarlo… Io non ce l’ho fatta!”.

Questa è la poetica lettera d'amore scritta da Davide a Simone:

“Mio caro Simone, dopo di te il rosso non è più rosso, l’azzurro non è più azzurro, gli alberi non sono più verdi. Dopo di te devo cercare i colori dentro la nostalgia che ho di noi, dopo di te rimpiango persino il dolore che ci faceva timidi e clandestini, rimpiango le attese, le rinunce, i messaggi cifrati, i nostri sguardi rubati in mezzo a un mondo di ciechi che non volevano vedere, perché se avessero visto saremmo stati la loro vergogna, il loro odio, la loro crudeltà. Rimpiango di non aver avuto ancora il coraggio di chiederti perdono. Per questo, non posso più nemmeno guardare dentro la tua finestra, era lì che ti vedevo sempre, quando ancora non sapevo il tuo nome e tu sognavi un mondo migliore, in cui non si può proibire a un albero di essere albero, e all’azzurro di diventare cielo…Non so se questo è un mondo migliore, ora che nessuno mi chiama più Davide, ora che mi sento chiamare soltanto sig. Veroli. Come posso dire che questo è un mondo migliore? Come posso dirlo senza di te?”

L'importanza dell'incontro fra Giovanna e Davide si evince dalle parole della donna che concludono la vicenda:

“Ho ancora bisogno di una tua parola, Davide, di un tuo sguardo, di un tuo gesto...Ma poi, all'improvviso, sento i tuoi gesti nei miei, ti riconosco nelle mie parole. Tutti quelli che se ne vanno ti lasciano sempre addosso un po’ di sé. È questo il segreto della memoria…e se è così allora, mi sento più sicura, perché so che non sarò mai sola”

Allora è proprio vero, “La memoria costituisce la nostra più vera identità, ci aiuta a capire chi siamo e anche chi saremo”.

 
© 2018 Recencinema.it - Dove il cinema è cultura Designed by Serena Dolgetta
Domenica, 21.01.2018
T O P