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"Io rivoglio il mio mito!"

il mitoFin dove può arrivare il fanatismo di un tifoso frustrato, alleato e al contempo carnefice del proprio mito? La risposta è: fino all'omicidio! Gil Renard arriva a compiere un delitto per agevolare il suo idolo Bobby Rayburn in The Fan, diretto da Tony Scott nel 1996. Egli incarna ciò che di peggio un sostenitore sportivo possa avere, rabbia recondita, insoddisfazione, morbosità all'ossesso. Quest'uomo, promessa mancata del baseball, vive di gloria passata dimenticando nel delirio di uno stadio estasiato il suo presente fatto di fallimenti e delusioni (divorziato, negligente nel lavoro, ordinario). Al figlio egli trasmette con foga deleteria valori distorti attribuiti alla passione per lo sport, alienando se stesso oltre i limiti leciti. Tony Scott ne descrive le gesta, ma la miglior sinossi è nel prologo, dove la voce narrante dell'infelice e folle protagonista esprime in poche strofe poetiche il suo malcontento, l'essenza della propria esistenza, la delusione che prova osservando il suo mito giocare per se stesso ignorando la squadra, celebrando il vile denaro. Sono versi che danno un senso e un significato alla storia, mentre foto in bianco e nero e filmati del ragazzo che non fu mai campione osannato si susseguono a formare un ritratto visivo malinconico e nostalgico.

 

Attendo il mio sogno con ansia, emozione
Poi applaudo e mi sbraccio per la mia formazione
E' la prima giornata e la mia fedeltà
E' premiata da un senso di gran voluttà
Ritorna il mio eroe ed illumina il giorno
Dei miei guai per un poco si sfuma il contorno
Egli è grazia, armonia, che esalta lo stadio
E riporta i miei giorni e di orgoglio m'irradio
Sono un fan che del baseball coglie ogni finezza
Io giocavo, capìte, e sarei ancora all'altezza
Una volta ho battuto una palla alle stelle
Fui portato in trionfo, non stavo più nella pelle
Sì, ce l'ho dentro il sangue e questa passione l'ho trasmessa a mio figlio
Futuro campione
Certo, lui è piccolino ed ancora maldestro
Ma lasciatemi il tempo e sarò un buon maestro
Con un pò di fortuna, ci sono ad un passo
Sistemo le cose e poi mi rilasso
Aiuterò la mia squadra a riavere la gloria
Con un tocco imprevisto alla solita storia
Dice oggi l'atleta: “Io gioco per me”
Ci sto male a sentirlo e mi chiedo: “Perchè?”
Non è il fan, il tifoso che paga il biglietto
A far ricco e famoso il suo prediletto
Se gli parlo, lui sente, ma, in realtà, non mi ascolta
Mi dimostra freddezza per l'ennesima volta
E' attaccato al denaro in un modo inaudito
No, così non va bene, io rivoglio il mio mito!

 

 
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Lunedì, 25.06.2018
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