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Achille

Scritto da Massimo D'Ardia   
Lunedì 20 Febbraio 2012 16:05

achille1Achille era un semidio, figlio di Pelèo (re dei Mirmìdoni) e della ninfa nereide Teti. Quest'ultima, per renderlo invulnerabile, lo immerse appena nato nel fiume Stige, a eccezione del tallone dal quale lo teneva con la mano. Un giorno un oracolo profetizzò alla madre la futura morte del figlio durante una guerra che si sarebbe combattuta contro la città di Troia; Teti allora fece nascondere Achille ma, quando i Greci si riunirono per andare in guerra contro Troia, l'indovino Calcante li indusse a cercarlo poichè sosteneva che senza di lui Troia non sarebbe mai stata sconfitta, rivelando dove si era nascosto. Teti supplicò il Destino perché mutasse la tragica fine del figlio e le fu proposto di scegliere per lui o una vita lunga e senza meriti oppure una morte gloriosa; Achille scelse la seconda. Questo grande guerriero, leggendario eroe della guerra di Troia e dell’Iliade, è stato interpretato in Troy (Wolfgang Petersen, 2004) da Brad Pitt, che ha saputo rendere magistralmente la forza, il coraggio e il fascino dell’eroe. achille2La sua mitica armatura (contesa persino da Ulisse e Aiace Telamonio), alla quale nel poema viene dedicato più di un capitolo, nel film non ha la stessa importanza. L’eroe omerico incarna al massimo grado le virtù riconosciute e ammirate dei “tempi eroici”: bellezza, audacia, straordinaria forza in battaglia, qualità incontrastabili. Tra le altre rientrano l'attaccamento alla madre divina (che rappresenta l’obbedienza alla volontà degli dei) e la passione per la guerra. Tra i caratteri tipici del suo temperamento: la facilità ad accendersi nella collera più incontenibile, ma nello stesso tempo la disponibilità a recedere dal suo fierissimo orgoglio ogni volta che una volontà superiore (divina) glielo chiede. Implacabile con i nemici, è però mostrato da Omero come molto sensibile alla pietà (la restituzione del corpo di Ettore al padre) e all'amicizia. achille3Tutte doti mantenute nel film. Lo stile di combattimento del personaggio è il Pancrazio: un sistema ibrido che richiedeva tutte tecniche delle altre discipline, lottatorie e pugilatorie. I racconti relativi alla sua morte sono notevolmente differenti l'uno dall'altro, anche se tutti concordano su un punto: non fu dovuta a mano umana, o meglio non avvenne senza l'interferenza, talora più, talora meno accentuata nelle varie versioni a noi note, di Apollo. Secondo alcuni, infatti, Achille fu ucciso dal dio; secondo altri Apollo assunse le vesti di Paride per ucciderlo; secondo altri ancora, infine, il dio guidò e diresse il colpo mortale di Paride. La morte dell'eroe viene rappresentata in modo differente nella pellicola di Petersen: Paride uccide Achille durante l'incendio della città, mentre nella mitologia lo colpisce con una freccia guidata da Apollo molto prima della fine dell'assedio di Troia e prima della costruzione del cavallo, e quindi Achille non avrebbe potuto partecipare all'assedio della città (anche perché, nell’Iliade, il personaggio di Achille sarebbe stato più che restio a un tale meschino inganno). Nel film, all’eroe è stato dedicato meritatamente molto spazio (praticamente è il protagonista assoluto). Infatti più che Troy avrebbero dovuto chiamarlo Achille.

 
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