In Esclusiva ! ! !

giovani creativi e produzioni recencinema

cinema ergo sum - l'editoriale di samuele pasquino logo ritratti d'autore

Questo sito utilizza immagini come utente non esclusivo e i diritti rimangono delle rispettive case di produzione e distribuzione cinematografiche.

Questo sito utilizza i cookies. Utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire all’utilizzo dei cookies in conformità con i termini espressi nella Privacy e Cookie policy del sito. Grazie

Doyle, il cane simbolo della redenzione

Scritto da Samuele Pasquino   

doyle, il cane di Montgomery BroganL’unica cosa che ha fatto di buono Montgomery Brogan nella propria vita è stata salvare la vita a Doyle. Un atto simbolico e salvifico ridonda ogni qual volta egli inizia a pensare alle sue ultime disperate 24 ore che precedono la detenzione nel carcere di Otisville, nel quale dovrà scontare una pena di 7 anni, un periodo lungo, troppo lungo, probabilmente mortale. In antitesi a questo inesorabile destino si pone quello che diverrà l’amico più caro e fidato di Monty, ossia Doyle.

No, contrariamente a quanto si possa immaginare non si tratta di un uomo ma di un quadrupede, nella fattispecie un cane. Il futuro carcerato vi si imbatte in una notte come tante mentre è impegnato a recarsi a una riunione d’affari, anzi malaffari. Lo intravede dalla macchina e decide – in conflitto con il parere del suo compare russo - di fermarsi perché quella creatura ferita, quasi esanime sul marciapiede, non lo lascia indifferente. Si ipotizza che Doyle, incrocio fra un bastardino e un pitbull, sia stato picchiato e lasciato lì come punizione per aver perso un combattimento clandestino. L’essere umano sa essere spietato e lurido nella condotta, una constatazione che Monty si ritrova a fare ogni giorno pur appartenendo lui stesso a quel mondo malsano, imbrattato e corrotto dalla polvere bianca che è abituato a spacciare per amore dei soldi e della bella vita. Ora, però, qualcosa è cambiato con quel trovatello bianco e nero, che racchiude in sé gli opposti yin e yang, nero e bianco, male e bene, dicotomia che l’animale esprime con un ringhio di diffidenza tale da farsi prendere a fatica dal suo salvatore, segno che la ribellione è viva nel reietto pulcioso.

Doyle dà nuovo impulso all’esistenza di Montgomery perché infonde in lui il concetto interagente di redenzione, così pressante da creare un legame semplicemente indissolubile fra l’uomo e l’amico canide. Il ritratto copertina del libro La 25a ora di David Benioff, romanzo trasposto sul grande schermo da Spike Lee nel 2002, impressiona la coppia a spasso per la Grande Mela, una fotografia cartolina ideale per inneggiare all’amore fraterno fra due specie così diverse eppure inseparabili.

 
© 2018 Recencinema.it - Dove il cinema è cultura Designed by Serena Dolgetta
Venerdì, 20.04.2018
T O P