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Gli straordinari cavalli di Ben Hur

Scritto da Samuele Pasquino   
Domenica 03 Luglio 2011 07:36

i cavalli di ben hur1Una delle scene più spettacolari della storia del cinema è costituita dalla corsa delle quadrighe al Circo di Gerusalemme che vede anteporsi in una strenua lotta Judah Ben Hur e Messala nel film Ben Hur (William Wyler, 1959). Prima di essa, però, occorre illustrare le fasi che portano alla competizione e, soprattutto, descrivere gli straordinari artefici della vittoria.

Condotto a Roma dal console Quinto Ario, Ben Hur diviene un campione delle corse, abilissimo a guidare ogni carro verso il traguardo. Essendo in lui più vivo che mai il desiderio di vendetta nei confronti di Messala, decide di abbandonare la città centro del mondo per tornare in Giudea. i cavalli di ben hur2Nel corso del suo viaggio, trova ospitalità presso l'accampamento dello sceicco Ilderim, a conoscenza della sua grande abilità di auriga. Per impressionare Ben Hur, Ilderim fa entrare nella tenda le sue quattro meraviglie, Aldair, Aldebaran, Antares e Rigel, stupendi cavalli arabi dal pelo bianco, cui sono stati attribuiti nomi di stelle leggendarie. Si rende necessario aprire una parentesi: lo stallone arabo rappresenta una delle razze equine più antiche e utilizzate. Dal busto fine, con pelle sottile ed elastica ricoperta da peli corti e lucenti, questo cavallo è originario della Penisola Araba e dispone di un fisico molto compatto che lo agevola soprattutto nelle corse di resistenza. Aldair, Aldebaran, Antares e Rigel posseggono questa caratteristica. i cavalli di ben hur3Lo sceicco li cura e li ama come se fossero suoi figli, coccolandoli spesso e augurando loro la buonanotte ogni sera. Judah rimane colpito dalla bellezza delle quattro bestie e lo sceicco ne approfitta per convincerlo a guidarli nella corsa che si terrà al Circo di Gerusalemme, lamentando la mancanza di un auriga degno dei suoi destrieri. Nonostante Ben Hur venga informato della partecipazione di Messala alla corsa, egli preferisce proseguire il viaggio verso casa alfine di rivedere la madre e la sorella. Una volta giunto a destinazione, tuttavia, l'uomo apprende da Ester che le donne sono morte e, in preda alla disperazione, torna da Ilderim per prepararsi alla gara.

Lo sceicco, ovviamente, si mostra estremamente entusiasta della scelta del campione e non perde tempo, recandosi da Messala per proporgli una scommessa come non se ne erano mai viste: 4 a 1 per la ragguardevole cifra di 1.000 talenti. Ilderim, con furbizia, ingannevole atteggiamento lusinghiero e tanta spregiudicatezza pone sul piatto il suo forziere, solleticando la vanità e l'alterigia del tribuno, il quale pone il sigillo caricandosi di adrenalina. A voler puntare forte sono naturalmente anche i fedelissimi di Messala, dando così adito a un antesignano confronto fra bookmakers e giocatori entro una sorta di sala scommesse nella quale la moneta sonante precede il grande spettacolo delle corse.

Ben Hur dispone i quattro cavalli in modo da ottimizzare le energie e sfruttare le loro caratteristiche, ma senza mai usare la frusta. Aldair, Aldebaran, Antares e Rigel si affezionano al nuovo auriga che li tratta con gentilezza. Gli splendidi destrieri saranno decisivi nella corsa: Messala viene sconfitto e travolto da un carro, morendo poco dopo in preda ad atroci sofferenze, mentre lo sceicco diviene ancora più ricco avendo scommesso sui suoi cavalli.

 
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