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A quiet place

Scritto da Samuele Pasquino   
Domenica 08 Aprile 2018 09:13

a quiet placeTitolo originale: A quiet place

Regia: John Krasinski

Cast: John Krasinski, Emily Blunt, Millicent Simmonds

Musiche: Marco Beltrami

Produzione: USA 2018a quiet place1

Genere: Fantascienza

Durata: 90 minuti

    Trailer

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Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura:

Musica: a quiet place3

Giudizio:

 

Trama

Nel 2020, la Terra è in balia di orrendi esseri alieni dediti allo sterminio del genere umano, sensibili a qualunque rumore ma completamente ciechi. Ne sono pienamente consapevoli gli Abbotts, che si spostano a piedi nudi e vivono nel più completo silenzio della loro fattoria comunicando con il linguaggio dei segni. Non sempre, però, le precauzioni e le studiatissime misure di sicurezza possono bastare, così la sopravvivenza diventa quasi una chimera, qualcosa di astratto, da conquistare ogni singolo giorno.

Recensione

A quiet place, ovvero… quando il mondo ha realmente bisogno di silenzio per purificarsi e ritrovare i valori dell’intesa e della condivisione perseguendo la coesione degli elementi che, come tessere sparse di un mosaico, necessitano di riunione e primordialità. La catartica visione di John Krasinski è di quelle che praticano l’induzione riflessiva mascherandone la genuina filosofia con la pantomima di genere, in questo particolare caso il fanta-horror acchiappa spettatori. Lo aveva fatto, ma con ben più introspezione e sfumature religiose, M. Night Shyamalan, autore magistrale del Signs che aveva in lucida analisi rivelato al mondo una modalità di rappresentazione del tutto nuova, capace di fondere il tema familiare, il pensiero della vita e della morte, il conflitto generazionale e l’estraneità al caotico incedere del metropolitan non-sense. Dentro e fuori la fattoria, tra i sentieri spogli e i campi di granturco, Krasinski sfodera scampoli di idee chiaramente evinte dal salace regista indiano nonché dall'ambiguo (e sbrigativo) franchise Cloverfield, e prova a ripiegare la materia soprannaturale facendo appello alla bellezza di un’esistenza pronta a (ri)nascere e infondere rinnovata speranza. A portare il fardello di tale responsabilità è il personaggio interpretato da Emily Blunt (moglie di Krasinski non solo nel film ma anche nella vita privata), impegnato a custodire e poi dare alla luce il proprio bambino in un contesto completamente pervaso dall’anelito continuo del silenzio. Ecco colta l’originalità della pellicola, ch’è poi il perno narrativo disinvolto nel passare dal diegetico all’extradiegetico, fra il segno e il sussurro, lo sguardo e il grido strozzato. Qui il silenzio è la carta vincente, o almeno potenzialmente, perchè la narrazione si mostra invece un po’ contrita, chiusa in se stessa, priva di slanci e provocatrice di jump scares asettici, impalpabili. A quiet place rimane allora a metà strada fra la netta dichiarazione e l’atteggiamento rinunciatario, in breve risulta un’entità filmica poco identificabile, una sorta di esodata che tenta di abbracciare l’appartenenza senza trovarla. A una prima parte sicuramente affascinante e coinvolgente segue una seconda ben poco esaltante, costantemente in sospensione ma elusiva ed eccessivamente sibillina. Per essere più precisi, successivamente alla scena della vasca da bagno si rileva un vuoto creativo, una grande incertezza che porta in fretta a consumare un finale asservito alla logica del sequel, sempre che il botteghino ne consenta la produzione.

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L'attrice Millicent Simmonds è affetta da una grave forma di sordità

 

 

Copyright immagini: Fox Group

 
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Venerdì, 20.04.2018
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