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It (2017)

Scritto da Samuele Pasquino   
Sabato 21 Ottobre 2017 13:51

itTitolo originale: It

Regia: Andy Muschietti

Cast: Bill Skarsgard, Jaeden Lieberher, Sophia Lillis

Musiche: Benjamin Wallfisch

Produzione: USA 2017it1

Genere: Horror

Durata: 135 minuti

   Trailer

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Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura:

Musica: it3

Giudizio:

 

Trama

1989. Piove a Derry ma il piccolo Georgie è comunque in strada con la sua barchetta di carta, finché questa non cade inavvertitamente in un tombino, dove appare Pennywise (Bill Skarsgard), entità demoniaca sottoforma di clown ballerino. Attaccato, il bambino è trascinato nelle fogne e di lui non se ne sa più niente. Tempo dopo, il fratello Bill (Jaeden Lieberher) e il suo gruppo di affiatati amici si mettono alla ricerca di Georgie, incalzati dal terribile essere famelico ma anche da una banda di bulli capitanati dall’infido Harry Bowers.

Recensione

Rispetto al film del 1990… Molto più fedele… Meno lì, più o meno là… Ma di cosa stiamo realmente parlando? Confrontare una miniserie televisiva (in tal caso l’It di Tommy Lee Wallace interpretato fra gli altri dal generoso Tim Curry) con una pellicola per il grande schermo è come paragonare un pesce d’acqua dolce a uno di mare, un romanzo a un saggio e così via. Semplicemente, non esiste un vero e proprio metro di giudizio per pesare due opere di differenti codici di messinscena seppur appartenenti al medesimo genere. Per il suo film, né reboot né tanto meno remake, Muschietti e compagnia hanno ripreso saldamente in mano il masterpiece letterario di Stephen King definendo cardini e sviluppo per qualcosa di inedito, certamente più sensazionale e completo contrariamente al fenomeno anni ’90, ben fatto ma artigianale TV’s son. Il nuovo It non vuol essere truce specchio dei tempi, non si conforma alla frenesia moderna ma da essa evince una violenza eccezionale affrontando temi sempiterni, la persecuzione, il terrore dell’ignoto, il bullismo ma anche la fanciullezza tuttavia scevra di quell’innocenza che da anni sembra non esistere più se non in forma spuria. Ecco dunque che il linguaggio adottato dai personaggi risulta il primo grande campanello di un furore esercitato dalla società prima ancora che dal sangue, un furore che esaspera attraverso battute pungenti, ironia e umorismo adolescenziale. Pennywise è il portatore feroce e abominevole di una sinestesia di atteggiamenti, sentimenti e paure che offrono la misura di un disagio, quello provocato dalla solitudine dell’individuo in antitesi alla logica del gruppo. Fenomenico assassino, ha il volto suadente di Bill Skarsgard, il cui strabismo è devianza amplificata dal grande schermo, l’incapacità di mantener saldo lo sguardo su un obiettivo, la smorfia che inganna e colpisce. E’ l’entità che seduce, illude e alla fine annichilisce… e lo fa bene, troppo bene. Continue metamorfosi, corpi che bruciano, cadaveri che camminano, reietti purulenti che inseguono, arti mutilati e spettri sono ciò che offre il filtro visivo di Muschietti, e in aggiunta s’addensano sane turbolenze ormonali, smotamenti ancestrali e la grande visione mancante 27 anni fa, ovvero quella dei “bambini che galleggiano”, la reale, percepibile novità della pellicola che seguita a insistere sulla separazione fra la dimensione filiale e quella genitoriale (la morbosità del padre di Beverly e l’ossessività della madre di Eddie sono fattori che ne accentuano i caratteri), contrastata dalla nemesi salvifica, ovverosia l’amicizia. Conservare i palloncini per il 2019.

it4Il giovanissimo cast si è trovato a conoscere Bill Skarsgard durante le riprese, già vestito da clown: le prime reazioni degli attori nel film sono dunque autentiche, messi di fronte a un uomo alto oltre il metro e 90 proprio come il padre Stellan e i fratelli Alexander e Gustaf

 
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Mercoledì, 13.12.2017
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