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Una famiglia

Scritto da Giorgia Colucci   
Lunedì 04 Settembre 2017 20:43

una famigliaTitolo originale: Una famiglia

Regia: Sebastiano Riso

Cast: Micaela Ramazzotti, Patrick Bruel, Fortunato Cerlino

Musiche: Michele Briga

Produzione: Italia 2017una famiglia1

Genere: Drammatico

Durata: 119 minuti

Trailer

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Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura:

Musica: una famiglia3

Giudizio:

 

Trama

In un rapporto d'amore e dipendenza, il cinquantenne francese Vincent (Patrick Bruel) obbliga la propria compagna Maria (Micaela Ramazzotti) a vendere i propri figli a coppie bisognose. Tuttavia nella donna, giunta all'ultima gravidanza, il desiderio di formare una vera famiglia ha il sopravvento sino a condurla a ribellarsi all'amore sottomesso che ella nutre nei confronti del compagno-carceriere.

Recensione

Sin dal principio il regista vuole precisare di star rappresentando storie vere, come precisa la didascalia che apre il film: storie di violenza e d'amore che si celano nella quotidianitá di qualsiasi cittá, anzi in qualche modo anche nella nostra, dal momento che la cinepresa mira a catturare gli aspetti estemporanei della natura umana e dei caratteri dei suoi personaggi, i quali appaiono talmente sfaccettati da poter accogliere l'oscuro pentimento e l'amore colpevole, la cinica aviditá e l'affetto. "Sono loro" è il ritornello che si afferma nella prima parte di Una famiglia, come il germe della ribellione che condurrá Maria a ribellarsi all'immagine fasulla di coppia amorevole che appare al mondo, ma che in realtá nasconde ben di più, ben di peggio; "Loro", quei figli mai visti, se non uno, sul letto di morte, come viene detto dalla protagonista, "Loro" ai quali questa donna, un pó bambina, avrebbe potuto destinare quell'affetto materno che invece langue, accarezza i figli altrui, ma soprattutto la propria persona in un atteggiamento di raccoglimento che rivela un dolore profondo. La cura per i soprammobili del proprio appartamento, per quei pezzi di carta rimessi in ordine sul tappeto, segnalano una commovente aspirazione a riportare l'equilibrio in quella vita, in quella femminilitá che necessita, per riguadagnare il proprio valore, di una vera e compiuta maternità. Interessante é anche il ritratto di Vincent, del "mostro", l'impenetrabile e distaccato affarista francese che guarda e sfrutta le debolezze della legge italiana, ma che sa essere anche quel "Vincenzo" affettuoso e accorato che lega a sé e assoggetta le proprie donne. I suoi occhi sono fondamentali nella vicenda, i suoi occhi "buoni" conquistano Stella, la giovane in difficoltà, e hanno conquistato Maria, i suoi occhi hanno spaventato Giorgio, che spera di non ritrovarli nel figlio che adotterá. È su questi stessi occhi che Riso si concentra nella scena cruciale nella quale l'uomo deve sbarazzarsi del proprio figlio, non desiderato dalla coppia destinata ad accoglierlo, uno sguardo avvolto nell'oscurità della notte, spezzata solo dal pianto del bambino, richiamo della vita. Una Roma idealizzata e indifferente, quasi un ritratto, fa da sfondo a questa vicenda di accentuata crudezza, nella quale persino le scene d'amore sfuggono alla delicatezza pudica delle riprese di Riso e si mostrano in tutta la loro violenza carnale e psicologica. La solidarietà si rintraccia solo per pochi attimi, quasi fosse un crimine comprendere, aiutare, spesso è finalizzata ad altro, spesso la natura umana è troppo debole per tenersi salda a essa. Amaramente l'egoismo la fá da padrone, sia nel lutto che gelosamente cova la madre adottiva della figlia di Maria, nella scena della visita, sia nella salvaguardia di sè rivelata dal rifiuto di Giorgio di accogliere il bambino malato di Vincent. Una sconfinata e delusa tristezza permea il film. La musica e il silenzio, entrambi capaci di essere assordanti nel realismo del ritratto di Riso, accompagnano la narrazione che, sebbene caratterizzata da ritmi lenti e molto descrittivi, risulta efficace.

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La pellicola ha partecipato alla 74ima edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia

 

Copyright immagini: Bim Distribuzione

 
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Martedì, 24.10.2017
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