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Open Water 3 - Cage Dive

Scritto da Samuele Pasquino   
Lunedì 04 Settembre 2017 16:26

open water 3 - cage diveTitolo originale: Open Water 3

Regia: Gerald Rascionato

Cast: Joel Hogan, Josh Potthoff, Megan Peta Hill

Musiche: The Newton Brothers

Produzione: Australia 2017openwatertre1

Genere: Drammatico

Durata: 80 minuti

Trailer

 

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Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura:

Musica: openwatertre3

Giudizio:

 

Trama

Al largo delle coste australiane viene ritrovata una telecamera subacquea, i cui filmati portano a galla la storia di Jeff (Joel Hogan), Josh (Josh Potthoff) e Megan (Megan Peta Hill), tre ragazzi dispersi nell’oceano e mai più ritrovati. Emerge una verità agghiacciante: il gruppo, rimasto in acqua per giorni dopo il ribaltamento dell’imbarcazione sotto la quale stava praticando l’osservazione in gabbia degli squali, ha dovuto affrontare un faccia a faccia letale con i più feroci predatori del mare.

Recensione

Open Water aveva segnato l’inizio di un sottogenere monografico legato a una modalità di rappresentazione ben preciso e delimitato, il mockumentary, un accenno di risveglio per il filone degli squali inaugurato in maniera molto pragmatica e geniale da Steven Spielberg con il suo Jaws nel 1975 ma purtroppo narcotizzato da emuli grotteschi quanto mal riusciti. Dopo l’inatteso successo del low budget diretto nel 2003 da Chris Kentis, si è voluto replicare tre anni dopo con un falsissimo seguito, l’inconsistente Alla deriva, un sequel decisamente fuorviante e fuori tema al quale sembra che la produzione abbia voluto riparare con questo Open 3 – Cage Dive, miserrimo tentativo di found footage in grado di appiattire la tensione provocando soltanto il mal di mare negli spettatori. Puff, è svanito l’incanto, il 2003 è troppo lontano e anche lo stile di Kentis non trova nessun tipo di ereditarietà ma soltanto un pallido prosieguo. Cliché su cliché s’abbarbicano l’uno sull’altro tentando di tessere una storiella di teenagers la cui voglia di adrenalina finisce col giocare un bruttissimo scherzo. La pellicola di Gerald Rascionato è la dimostrazione lampante di come non basta il realismo 3.0 filtrato da un cellulare o un giocattolo subacqueo per fare cinema (la visione notturna nulla aggiunge ed è ormai un’opzione inflazionata): d’accordo l’intrattenimento, ma solo se scevro di banalità, e qui ce ne sono tante, afferenti gli squali e i protagonisti, giovani disordinati più in balia di se stessi che delle grandi bestie degli abissi. Il terzo capitolo della “non saga” denota scelleratezza in chi l’ha diretto ma soprattutto in chi lo ha prodotto, suscitando solo delusione e la sfiducia complessiva in futuri lavori del medesimo argomento e simile modalità di messa in scena.

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Il film non ha nessun collegamento narrativo con il primo capitolo del franchise

 
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Venerdì, 24.11.2017
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