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Annabelle 2: Creation

Scritto da Samuele Pasquino   
Mercoledì 16 Agosto 2017 16:26

annabelle 2: creationTitolo originale: Annabelle – Creation

Regia: David F. Sandberg

Cast: Anthony LaPaglia, Miranda Otto, Talitha Bateman

Musiche: Benjamin Wallfisch

Produzione: USA 2017annabelle 2: creation1

Genere: Horror

Durata: 110 minuti

  Trailer

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Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura: annabelle 2: creation3

Musica:

Giudizio:

 

Trama

12 anni dopo aver perso la loro unica figlia Bee, investita da un’auto, Samuel (Anthony LaPaglia) ed Esther Mullins (Miranda Otto) decidono di accogliere nella loro casa di campagna sei orfane e una suora (Stephanie Sigman). La più curiosa, Janice (Talitha Bateman), entra di nascosto nella stanza della defunta bambina liberando involontariamente uno spirito malvagio intrappolato in una bambola costruita da Samuel per Bee. Il demone è alla ricerca di un’anima da prendere a qualunque costo.

Recensione

Secondo spin-off di The conjuring e prequel di Annabelle, la nuova pellicola del Warren Universe rappresenta la seconda chance sul grande schermo del regista svedese David F. Sandberg, autore del fenomenale corto Lights Out e della sua “versione lunga”, quest’ultima tutt’altro che convincente. Annabelle 2: Creation è in effetti un pronto riscatto, una dimostrazione efficiente di come creare, definire e lanciare un horror nel Terzo Millennio, anche senza essere necessariamente originali. I vecchi spunti, a quanto pare, funzionano ancora, a maggior ragione nel nuovo capitolo di un franchise inaugurato dal prodigio maltese James Wan nel 2013, che ha diretto con sagacia e gusto per la spettacolarità anche il sequel del 2016, occupandosi della produzione di Annabelle (John R. Leonetti, 2014) e della sua “creation”. Il film è vitale, seducente e magnetico, arricchito – prima ancora che dal make up e dagli FX – dalla dinamicità di una regia capace di assecondare le aspettative della suspence, accumulando tensione e sprigionando adrenalina nell’altalenanza di inquietudine forsennata e quiete apparente. Un ritmo che dunque non concede tregua, in un crescendo di pathos irrorato di orrore e terrore, uniti in un flusso paranormale a tratti insostenibile proprio perchè rigorosamente disciplinato da tempi chirurgici. La evil doll, fulcro della narrazione, fa da icona immobile (del tutto diversa da Chucky, la famigerata e sboccata bambola assassina che dal 1988 continua a popolare gli incubi di ragazzi e ragazzini ritagliandosi un saldo palcoscenico cinematografico) a una storia dove lutto, malattia e disagio sociale si bagnano di sangue e delirio, di macabra ossessione e inganno. Annabelle 2 sconfina spesso e volentieri dalla saga ambendo a toccare in una sorta di sottile connessione altri terrificanti pietre miliari del genere, a cominciare da Insidious, tanto caro a Wan al punto da reiterare la presenza del demone interpretato sempre dal compositore Joseph Bishara, ormai antagonista fisso. Sandberg attinge alle fonti di un passato nemmeno troppo lontano, sfoderando un epigono dello spaventapasseri in grado di terrorizzare quanti assistettero alla visione del direct-to-video Messengers 2, diretto nel 2010 da Martin Barnewitz. Altro rimando è quello a Ouija – L'origine del male, la cui portabandiera è la giovanissima attrice Lulu Wilson, prima spalla e poi co-protagonista insieme all’eccezionale Talitha Bateman, indimenticabile in Vengeance: A love story affianco a Nicolas Cage e Anna Hutchison. Infine, s’allude senza tono sibillino anche a 1921 – Il mistero di Rookford (Nick Murphy, 2011), pensando alla casa giocattolo quale mappa dell’abitazione reale. La meticolosità di regia e produzione si evince soprattutto nel felice connubio fra fotografia e tecnica, in cui l’accurata gestione delle luci origina molteplici sfaccettate tonalità di buio che percorrono l’intero spettro, dal bagliore alla tenebra più cupa, un gioco già sperimentato e rodato in Lights Out. Coronano l’opera le interpretazioni consumate di Anthony LaPaglia e Miranda Otto, la bellezza dolce e spiazzante di Stephanie Sigman (la Bond Girl di Spectre, ora nel ruolo della materna Suor Charlotte) e una sceneggiatura che azzecca la perfetta congiuntura finale con il primo capitolo. Cameo per Lotta Losten nella parte dell’agente di adozione.

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La scena successiva ai titoli di coda indica chiaramente la direzione per il prosieguo del franchise

 
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Venerdì, 24.11.2017
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