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USS Indianapolis

Scritto da Samuele Pasquino   
Domenica 23 Luglio 2017 09:06

uss indianapolisTitolo originale: USS Indianapolis – Men of courage

Regia: Mario Van Peebles

Cast: Nicolas Cage, Tom Sizemore, Thomas Jane

Musiche: Laurent Eyquem

Produzione: USA 2016uss indianapolis1

Genere: Drammatico

Durata: 130 minuti

   Trailer

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Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura:

Musica: uss indianapolis3

Giudizio:

 

Trama

Nel 1945 la guerra è agli sgoccioli ma l’impero del Sol Levante ancora resiste. Gli americani mandano allora in missione segreta la punta di diamante della flotta, la USS Indianapolis, incaricata di trasportare una delle bombe atomiche che sanciranno la fine del conflitto. Nel mare delle Filippine, la nave viene intercettata e affondata da un sommergibile giapponese. L’equipaggio, 1.197 uomini tra cui il saggio capitano McVay (Nicolas Cage), si ritrova per cinque giorni a dover sopravvivere in acque profonde infestate dagli squali. In pochi ce la faranno e lo stesso McVay verrà sottoposto alla corte marziale quale capro espiatorio del tragico disastro navale.

Recensione

Nel 1975 Steven Spielberg presentò al mondo il suo personale ricettacolo di paure ancestrali, Lo squalo, una pellicola destinata all’immortalità. Ebbene, fra le scene più agghiaccianti di quel film si annovera certamente quella in cui l’esperto cacciatore Quint offre a Martin Brody e Matt Hooper il racconto della terribile esperienza vissuta con la corazzata Indianapolis trent’anni prima. La maggior parte degli spettatori di allora si diede a un ascolto passivo attendendo che la bestia degli abissi colpisse ancora, ma a un certo Mario Van Peebles quel confronto non sfuggì assolutamente: l’attore, che interpretò anni dopo l’ultimo capitolo della saga sul famelico animale, ci rimuginò parecchio sopra e oggi un film monografico sul peggior disastro navale subito dagli Stati Uniti d’America porta la sua firma. USS Indianapolis dà corpo al narrato del traumatizzato Quint (andato probabilmente fuori di testa dopo quel fatto) offrendo una visione di quella triste parentesi storica insabbiata per alcuni anni. Peebles dà tuttavia l’impressione di non essere un regista molto adatto a dirigere drammi bellici di questa portata e lo si intuisce fin dalle prime sequenze, che coincidono peraltro con il suo evidente tallone d’achille, ovvero il muoversi tra spazi chiusi che richiede molta abilità nel coordinare le unità di macchina. In effetti latitano disciplina e stabilità di ripresa, manchevolezza purtroppo palese nella descrizione dell’affondamento, che non riesce a sostenere a lungo il gioco interno-esterno. Il cineasta si risolleva nelle sequenze più statiche e “facili” da riprendere, insistendo sul fattore squalo più come minaccia psicologica che come azione, conscio del fatto che nel 1945 a uccidere i tre quarti dell’equipaggio furono anche fame, sete, ferite e stanchezza. Procedendo fra sbavature e qualche errore d’ingenuità (compare un trafiletto di giornale dove si legge che le vittime del disastro furono 1.196, un abbaglio se si considera che in 300 si salvarono), Peebles confeziona una seconda parte più solida – il processo a McVay – ma comunque snocciolata in maniera sbrigativa a causa di un impianto scritturale piuttosto debole, troppo per supportare una denuncia alla politica americana di allora. Dunque qual è il bilancio? La pellicola, costata 40 milioni di dollari, è nel suo insieme godibile, un discreto tentativo d’indagine storica ma un pessimo esempio di solidità fatua, più un’occasione per dare spazio a giovani attori come Mandela Van Peebles (figlio del regista) e Cody Walker (fratello del compianto Paul), più l’inutile cameo dello stesso cineasta durante il processo. Dire che è un brutto film significherebbe obiettivamente fuorviare i futuri spettatori, giusto però affermare che una miglior gestione delle risorse avrebbe dato adito a qualcosa di diverso, qualcosa di più elevata qualità, un prodotto che all’atto pratico manca di accuratezza e malizia del mestiere.

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Il capitano Charles McVay, messo ingiustamente sotto pressione dall'opinione pubblica, si suicidò con un colpo di pistola alla testa nel 1968 all'età di 70 anni

 

 

 

Copyright immagini: M2 Pictures con divulgazione Ufficio Stampa Manzo&Piccirillo

 
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Venerdì, 24.11.2017
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