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Alien: Covenant

Scritto da Samuele Pasquino   
Mercoledì 17 Maggio 2017 16:09

alien: covenantTitolo originale: Alien: Covenant

Regia: Ridley Scott

Cast: Michael Fassbender, Billy Crudup, Katherine Waterston

Musiche: Harry Gregson Williams

Produzione: USA 2017alien: covenant1

Genere: Fantascienza

Durata: 120 minuti

   Trailer

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Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura: alien: covenant3

Musica:

Giudizio:

 

Trama

2104. L’astronave Covenant, diretta alla volta del pianeta Origae-6 con a bordo 2.000 coloni, è investita da meteoriti vaganti nello spazio. L’avaria induce l’equipaggio a destarsi dall’ipersonno e a cambiare la propria destinazione per via di una trasmissione radio proveniente da un mondo sconosciuto. Qui il contatto con misteriose spore infetta alcuni elementi del gruppo di esplorazione, dando così vita a creature letali, feroci e micidiali.

Recensione

Avremmo voluto poter dire “Alien è tornato alle sontuose origini“, ma il nuovo capitolo del proficuo franchise fanta-horror perde aderenza, sbanda e scivola via, sfuggendo di mano anche al suo demiurgo Ridley Scott. Disattese le fulgide promesse dell’elegante e fascinoso Prometheus, il sequel-prequel Alien: Covenant ha moltissimi pregi, spunti interessanti e sdoganamenti, ma un grandissimo problema, quello cioè di non reggere alla distanza. Agli albori della saga, viene a mancare un elemento essenziale, trattato con inequivocabile superficialità, ovvero la precisione narrativa in un contesto dove, per fortuna, il filo cronologico seguita a srotolarsi senza intoppi o incongruenze. E’ tuttavia evidente che nella smania di stupire e disorientare lo spettatore con l’esondante ritorno alla primigenia truculenza (ma molto più enfatizzata e libera rispetto alla matrice), Scott trascuri una pletora di dettagli concernenti proprio il mostruoso ibrido da lui concepito, affrettando una serie di dinamiche schiacciate dal peso dell’esigenza di ritmo. I puristi della saga, a questo proposito, avanzeranno obiezioni assolutamente lecite pur rilevando e cogliendo divagazioni di natura filosofica gravitanti sull’escatologia intricata e intrigante della creazione, espressa quale concetto alla base dei principali, annosi interrogativi umani. I dialoghi, alquanto vacui, sono facilmente soppiantati da sequenze che esaltano la violenza estemporanea del sangue insistendo sulla mutazione entro tempi non plausibili sotto l’aspetto scientifico, in totale discordanza con l’Alien del 1979, che dava un senso tanto al facehugger quanto allo xenomorfo definendoli con saggia perizia. Prometheus aveva trovato una degna epigona di Ellen Ripley, ma per il personaggio della dottoressa Elizabeth Shaw la sceneggiatura di Alien: Covenant ha riservato un trattamento impietoso e, ai fini della narrazione, immeritato, come successe al tenente di vascello interpretato da Sigourney Weaver. L’opera di Scott, comunque, rimane un più che discreto tassello in cerca di futuro riscatto e la consacrazione di David a vero, incontrastato protagonista, si palesa un’ottima intuizione ricca di contenuti.

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Inizialmente, la sceneggiatura aveva previsto per James Franco un ruolo di maggior rilievo, ma infine si è deciso per un semplice cameo a causa dei diversi impegni dell'attore, che ha comunque voluto comparire nel franchise

 
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