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L'altro volto della speranza

Scritto da Gemma Buonanno   
Mercoledì 29 Marzo 2017 20:00

l'altro volto della speranzaTitolo originale: Toivon tuolla puolen

Regia: Aki Kaurismaki

Cast: Sherwan Haji, Sakari Kuosmanen, Ilka Koivula

Produzione: Finlandia 2017l'altro volto della speranza1

Genere: Drammatico

Durata: 98 minuti

Trailer

 

l'altro volto della speranza2

 

   Miglior regia

 

Regia: l'altro volto della speranza3

Interpretazione:

Sceneggiatura:

Musica:

Giudizio:

 

Trama

Wilkstrom (Sakari Kuosmanen), demotivato dal lavoro di rappresentante di moda maschile, decide di cambiar vita cominciando da quella familiare. Lascia la moglie, tenta la fortuna a carte e con la vincita si butta in un nuovo affare. Rileva un ristorante in rovina, La Pinta Dorata, e il suo personale: un cuoco, una cameriera e un direttore di sala. Khaled (Sherwan Haji) è un giovane rifugiato siriano imbarcato clandestino su una carboniera ritrovatosi per caso a Helsinki. Anche lui vorrebbe cambiar vita ma le autorità finlandesi non sono della stessa opinione e vorrebbero rispedirlo ad Aleppo, città considerata non poi così a rischio. Khaled decide così di sfuggire al rimpatrio e di vivere per strada. E' sul marciapiede della Pinta dorata che incontra Wilkstrom. Sarà l’inizio di una nuova amicizia, una nuova vita o almeno la speranza per entrambi che qualcosa di nuovo e bello possa accadere.

Recensione

A sei anni di distanza, Aki Kaurismäki torna in patria, in Finlandia. Lo avevamo infatti lasciato in territorio francese, dove il cineasta finlandese ha girato Miracolo a Le Havre. Con L’altro volto della speranza, il regista continua il discorso sulla crisi economica, già affrontato in Nuvole in viaggio, e sull'immigrazione come nel succitato Miracolo a Le Havre, ma con una maggiore attenzione a ciò che accade nel mondo reale. Una fiaba moderna del cineasta Kaurismäki il cui sguardo laconico e catatonico resta in felice equilibrio tra un’osservazione neutra e sconfortata e un ottimismo metafisico che nessuna realtà sembra giustificare. Come per Nuvole in viaggio, lo sguardo del regista è sgombro da patetismi e l’odissea dei protagonisti è raccontata con affetto e partecipazione (vera e non comune): sono vittime di una società e una politica fallimentare, finlandese e non. La sua immutabile fissità temporale, che caratterizza tutto il suo cinema e soprattutto la sua visione del mezzo filmico come entità volutamente senza tempo (come le fiabe), ne L’altro volto della speranza si tinge di realismo contemporaneo, con tematiche attuali e molto dibattute in Europa: il film esce pochi giorni dopo i festeggiamenti per i 60 anni dei trattati di Roma, “la festa dell’Europa, l’avvio del processo di integrazione europea” e i suoi cortei quali "Not my Europe - Un'Europa che respinge non è il mio continente" – che ha visto i rifugiati e i migranti in prima fila. Il cinema di Kaurismäki è il regno dello stupore, inteso non come prodigio tecnico (evidentemente) ma come capacità di reagire e di far reagire lo spettatore davanti a quanto narrato con partecipazione: nei primi piani presenti nel suo cinema si ha spesso l’impressione che le osservazioni non siano frutto solo di un occhio attento ma anche di un cuore partecipe. Il regista crede nell'umanità e i suoi personaggi non sono degli eroi ma semplicemente dei buoni samaritani, il cui altruismo ha quasi sempre la meglio su un egoismo spesso imposto perché necessario alla sopravvivenza. E’ per questo che perdoniamo la ripetitività del suo cinema e di questo suo ultimo lavoro che poco aggiunge al tema dell’integrazione, dell’ingiustizia sociale, del razzismo e della crisi economica, politica e morale, già ampliamente trattata nei suoi vecchi lavori. "L’altro volto della speranza è" - come ammette candidamente il regista nelle sue note di regia - "un film di tendenza che tenta senza alcuno scrupolo di influenzare le visioni e le opinioni dei suoi spettatori cercando al tempo stesso di manipolare le loro emozioni al fine di raggiungere il suo scopo. Dal momento che tali sforzi falliranno ciò che ne resta, spero, è una storia onesta, malinconica anche se trainata dall’humour, ma al contempo realista sui destini di certi esseri umani qui, oggi, in questo nostro mondo". Infatti si esce dal cinema divertiti, arrabbiati, commossi e con la consapevolezza che non si sfugge alla parte più disumana dell’essere.

l'altro volto della speranza4L’altro volto della speranza segna il ritorno di alcuni volti noti e cari al regista: da Sakari Kuosmanen, con il quale Kaurismäki ha girato L'uomo senza passato, Juha e Nuvole in viaggio, alla sua musa - qui in un cameo - Kati Outinen, premio miglior attrice per il film L'uomo senza passato al Festival di Cannes del 2002

 
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