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Il padre d'Italia

Scritto da Annalice Furfari   
Giovedì 02 Marzo 2017 16:52

il padre d'italiaTitolo originale: Il padre d'Italia

Regia: Fabio Mollo

Cast: Luca Marinelli, Isabella Ragonese, Anna Ferruzzo

Musiche: Giorgio Giampà

Produzione: Italia 2017il padre d'italia1

Genere: Drammatico

Durata: 93 minuti

Trailer

il padre d'italia2

 

 

Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura:

Musica: il padre d'italia3

Giudizio:

 

Trama

Paolo (Luca Marinelli) ha 30 anni, da piccolo sognava di diventare un falegname o un architetto e invece si ritrova a lavorare come commesso in un megastore di arredamento a Torino. Mia (Isabella Ragonese) ha la stessa età ed è una sbandata al sesto mese di gravidanza, convinta di voler fare la cantante. Paolo è introverso e solitario, segnato da un dolore del passato che non riesce a superare. Mia è esuberante, un vulcano in eruzione. I due si incontrano per caso e, da quella sera, la loro vita non sarà più la stessa. La ragazza gli chiede un passaggio alla ricerca del padre della figlia che aspetta. Inizia, così, un viaggio che attraversa l’Italia da Nord a Sud, da Torino a Reggio Calabria.

Recensione

Fabio Mollo, giovane regista calabrese al suo secondo lungometraggio di finzione, firma un piccolo gioiello indipendente, un’opera sorprendente per maturità di stile e intensità dei sentimenti, tanto da essere paragonato all’enfant prodige canadese Xavier Dolan. Un film che dimostra come il cinema italiano possa ancora aspirare ad afflati autoriali, liberandosi dalle catene produttive della commedia facile e prevedibile. Il regista reggino aveva già fatto intuire le sue potenzialità con l’opera prima Il Sud è niente, sull'ingresso nell'età adulta di una ragazza in un contesto geografico e sociale omertoso e arido di opportunità, in un Sud da cui scappare. Al contrario, la protagonista de Il padre d’Italia compie una fuga a ritroso, per fare ritorno a quel Sud che aveva abbandonato diversi anni prima, rinnegando persino il suo nome (Mimma), così geograficamente connotato. Il coraggio di affrontare i nodi del passato, tornando al nido familiare, lo trova in Paolo, il classico polo opposto verso cui convergere. I due protagonisti non potrebbero essere più diversi: tanto lui è razionale, riflessivo, introverso, quanto lei è disinvolta, istintiva, passionale. Paolo e Mia sono i classici opposti che si attraggono, ma in un modo più profondo di un effimero colpo di fulmine. Anche perché si conoscono in un locale gay e le loro storie sono ben più sfaccettate e complesse di quanto potrebbe sembrare. Con le loro differenze e convergenze, affrontano un on-the-road all’italiana (da Torino a Gioia Tauro, passando per Roma e Napoli) che è il racconto di un paese e soprattutto di una generazione. Quella dei trentenni d’Italia, visti attraverso le lenti di un loro coetaneo. Una generazione allo sbando, indecisa tra le tecnologie digitali e un'audiocassetta analogica che spara le note vissute di Loredana Berté. La generazione del precariato materiale e sentimentale, che non può permettersi di sognare un futuro, ma deve provare a inventarsene uno, accettando la vita e soprattutto se stessi per quel che si è, sapendo cogliere i piccoli miracoli che a volte intervengono a deviare il nostro cammino. Aprendosi alla possibilità della scoperta graduale. Proprio come fanno Paolo e Mia, che si conoscono poco a poco e progressivamente comprendono di avere bisogno l’uno dell’altra. Lui per imparare a mettere da parte la paura e abbandonarsi alla vita, lei perché ha bisogno di qualcuno che se ne prenda cura. In questo intimo e delicato racconto esistenziale, entrano in gioco temi scottanti, come l’accettazione dell’omosessualità e della genitorialità in mezzo al caos della precarietà. Questioni che il regista tratta con una sensibilità estrema, pedinando due personaggi densi di sfumature, con cui non si può fare a meno di empatizzare, anche grazie alle straordinarie interpretazioni di Isabella Ragonese e Luca Marinelli. Il talento dei due attori è già comprovato, ma qui raggiungono i loro vertici interpretativi, entrando nella pelle di Paolo e Mia e restituendoci ogni loro battito. I dettagli del trucco, le esibizioni canore, condite da un coinvolgente elettro-pop con incursioni anni Ottanta, fanno brillare la Ragonese, mentre Marinelli commuove per intensità emotiva. Proprio come i personaggi che incarnano, i due attori si completano sullo schermo, producendo un’inusuale alchimia, valorizzata da una fotografia che mostra il volto difficile e bello di questa nostra Italia contemporanea.

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Il regista ha dichiarato di essersi ispirato a Una giornata particolare di Ettore Scola e Il ladro di bambini di Gianni Amelio

 
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