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Barriere

Scritto da Sofia Peroni   
Venerdì 24 Febbraio 2017 17:23

barriereTitolo originale: Fences

Regia: Denzel Washington

Cast: Denzel Washington, Viola Davis, Stephen Henderson

Musiche: Marcelo Zarvos

Produzione: USA 2016barriere1

Genere: Drammatico

Durata: 139 minuti

Trailer

 

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  Miglior attrice non protagonista Viola Davis

 

Regia: barriere3

Interpretazione:

Sceneggiatura:

Musica:

Giudizio:

 

Trama

Pittsburgh, anni ’50. Troy Maxson (Denzel Washington) è un ex giocatore di baseball che ha visto il suo sogno sfumare tempo addietro, Rose (Viola Davis) la sua devota moglie. I due hanno un giovane figlio con il pallino del baseball,  ma Troy ne ha anche uno più grande che è ormai fuori casa e che si guadagna da vivere suonando. Ha anche un fratello di cui deve prendersi cura, Gabriel (Mykelti Williamson) che, colpito da un infausto destino, gli dà più problemi che gioie ma a cui deve molto se non tutto e a cui, nonostante tutto, vuole molto bene. Ora Troy lavora come netturbino con l’amico Jim Bono (Stephen Henderson), un impiego modesto che gli permette di vivere la sua vita tra gioie e dissapori.

Recensione

Troy e Rose vivono una modesta e felice vita, insieme. Lei è il perno della famiglia, la pacificatrice, la roccia per lui che lavora in un’impresa di raccolta rifiuti, umile e onesto lavoro che gli permette di portare a casa lo stipendio, di sistemare il tetto e di assecondare la volontà della moglie di costruire un recinto. Lui dice di non capire cosa debba tenere fuori, non avendo granché in casa. E’ l’amico Bono a rivelargli che non si tratta di quello che deve tenere fuori, ma quello che deve tenere dentro, al sicuro. Tra Troy e Bono c’è un’amicizia profonda e duratura, che è iniziata in un penitenziario nel quale i due erano finiti. Da lì hanno messo la testa a posto, appoggiandosi l’uno sull’altro, sposando due magnifiche donne e mettendo su famiglia. Colleghi, amici e vicini di casa, i due si fermano spesso a chiacchierare dopo lavoro nel cortile di Troy. E’ qui che principalmente si snoda la storia, mentre racconti e scherzosi aneddoti vengono fuori a delineare i caratteri dei personaggi e mentre i due si passano una bottiglia di alcool. Quel cortile è il vero spettatore, con un albero a cui è appesa una pallina da baseball e a cui è appoggiata una mazza, con un filo per stendere i panni che lo attraversa, con assi di legno designate alla costruzione del recinto e sedie vecchie che accolgono i racconti, le risate e le lacrime. Il personaggio di Troy ha ricche sfaccettature, interpretato da un immenso Washington candidato all’Oscar per il ruolo. Supportato dall’abile e grandiosa Davis, i due coniugi sullo schermo risultano superlativi, veri. La sceneggiatura di Fences verte su dialoghi potenti e coinvolgenti, tanto che non si sente la necessità di un’azione, ridotta al minimo. Mescolare i tasselli del proprio puzzle con quelli di un’altra persona, per formare qualcosa di più grande ma ottenendo anche di non riuscire più a distinguere le parti. E’ il matrimonio: la condivisione di una vita insieme, la creazione di una famiglia, la condivisione di gioie e dolori, un tetto sulla testa, un cortile, un recinto. Questo è Barriere, una storia di un amore, di una famiglia, di una lotta, di sogni infranti e per cui combattere. Insomma, la storia di una vita.

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Adattamento cinematografico dell'opera teatrale scritta da August Wilson, che con quest'opera si è aggiudicato nel 1985 il premio Pulitzer per la drammaturgia

 
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