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Mamma o papà?

Scritto da Federico Mattioni   
Lunedì 06 Febbraio 2017 22:11

mamma o papà?Titolo originale: Mamma o papà?

Regia: Riccardo Milani

Cast: Antonio Albanese, Paola Cortellesi, Luca Marino, Marianna Cogo

Musiche: Andrea Guerra

Produzione: Italia 2016mamma o papà?1

Genere: Commedia

Durata: 90 minuti

   Trailer

mamma o papà?2

 

Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura:

Musica: mamma o papà?3

Giudizio:

 

 

Trama

Valeria (Paola Cortellesi) e Nicola (Antonio Albanese) hanno deciso di divorziare dopo quindici anni di matrimonio, prima che la routine sopraggiunga ad annichilire ogni residuo di vitalità. Adesso la decisione spetta ai loro tre figli minori: preferire il padre o la madre, il che significa andare a vivere con l’uno o l’altra per un certo periodo di tempo. I figli preferirebbero vederli ancora assieme e vicini alle loro esigenze perpetuamente lagnate, e non facilitano certo la loro scelta. La decisione dovrebbe arrivare proprio nel momento in cui per entrambi i genitori, che hanno appena avviato le pratiche di divorzio, sopraggiunge un’allettante proposta di lavoro all’estero, in due nazioni opposte per distanza e qualità della vita. Inoltre, Valeria scopre che Nicola ha appena intrapreso una relazione con la giovane infermiera dell’ospedale dov’è impiegato. La battaglia per l’assegnazione della custodia dei figli si fa fisica, i nervi salgono a fior di pelle e tutto comincia a prendere una piega inaspettata, in un crescendo di follia.

Recensione

La commedia tradizione nazionale, la commedia abitudinaria, la commedia sul modello francese, la commedia sul modello americano. Tanti dubbi e molte perplessità accompagnano le scelte registiche e narrative del regista Riccardo Milani, della sceneggiatrice Giulia Calenda e dell’attrice Paola Cortellesi, che ha collaborato alla scrittura. Remake del film francese Papa ou Maman di Martin Bourboulon, e quasi-remake non dichiarato de La guerra dei Roses di Danny De Vito, il film non riesce a calibrare la giusta sinergia fra le componenti, rincorrendo tanto la farsa francese, quanto il gusto da black-comedy inglese dell’altro film sopracitato senza ingegno, scadendo ripetutamente nel ridicolo involontario. Il problema è che anche la coppia Albanese-Cortellesi non gira a meraviglia, come qualcuno presumibilmente in fase di ideazione sperava, colpevole la sceneggiatura che assomma banalmente una serie di gag non divertenti. Il ritmo con il quale si susseguono i “colpi bassi” (e ce ne sono in misura maggiore rispetto a quanto realmente necessario) sembrerebbe voler generare una confusione diacronica tale da mirare a una saturazione dello stress che emotivamente la coppia vive a causa della maggiorazione delle responsabilità che il divorzio comporta quando ci sono di mezzo i figli. La natura del film, che vorrebbe essere pungente nel trattamento degli elementi interni al menefreghismo esacerbato e ridondante con il quale viene gestito il livello di comunicazione tra genitori e figli, finisce per offrire un’alterata accozzaglia di bazzecole incongrue (la gestione dello stress quotidiano dentro e fuori il tetto coniugale e fuori e dentro i posti di lavoro è a dir poco imbarazzante, la relazione extraconiugale di Valerio un pretesto accessorio e altresì poco credibile) e situazionismi ininfluenti o quanto meno inefficaci (nel caso del trattamento inflitto all’animaletto banalmente denominato Nerone, davvero fuori luogo e persino offensivo). A dire il vero, si fatica a prendere per buono anche l’aspetto intenzionale a livello produttivo del film, perché la tendenza di quella parte di cinema italiano asfittica, priva d’idee, soprattutto priva d’idee davvero originali e spiazzanti sotto tutti i punti di vista e anche nell’ottica di tutti i generi immaginabili e realizzabili, è quella di andare a prendere l’usato sicuro nel tentativo di adattarlo al costume nazionale con spigliatezza, associandovi i faccioni di due bravi attori di sicuro appeal comico. Questo meccanismo a oltranza non funziona più, anche perché viene messo nelle mani sbagliate, ma anche e soprattutto perché bisognerebbe percorrere nuove strade senza raschiare il fondo del barile. Peccato, comunque sia, per gli attori protagonisti, specie per Albanese, di cui alcuni registi degni di questo nome hanno saputo sfruttare al meglio le corde drammatiche (uno su tutti, Gianni Amelio). Peccato anche che la Cortellesi, un’attrice dai tempi comici talvolta sprint, sia anche fuori ruolo (l’alto vicentino le si addice poco e niente) e tenda a voler strafare per colpa del regista, giacché succede lo stesso ad Albanese. I volti e i caratteri di “arredo” avrebbero necessitato di selezioni decisamente più confacenti (sballati anche i casting, pertanto) e sinceramente affrancate a una tipologia di caratteri della macchietta, come ci aveva ben abituato nel tempo la commedia nazionale di qualità; al contrario, una serie di attori fiaccamente fuori ruolo – probabilmente spinti da chissà quale meccanismo a livello d’immagine – ha finito per rendere il film non un insieme, ma una sequela di sovratoni, stonature, incongruenze e irrimediabili incagli a capitombolo.

mamma o papà?4

Per chi non lo sapesse, Riccardo Milani e Paola Cortellesi sono marito e moglie: il matrimonio ha avuto luogo a Roma il 1° ottobre 2011

 
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