In Esclusiva ! ! !

giovani creativi e produzioni recencinema

cinema ergo sum - l'editoriale di samuele pasquino logo ritratti d'autore

Questo sito utilizza immagini come utente non esclusivo e i diritti rimangono delle rispettive case di produzione e distribuzione cinematografiche.

Questo sito utilizza i cookies. Utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire all’utilizzo dei cookies in conformità con i termini espressi nella Privacy e Cookie policy del sito. Grazie

Bellissima

Domenica 05 Giugno 2011 09:56

locandinaTitolo originale: Bellissima

Regia: Luchino Visconti

Cast: Anna Magnani, Walter Chiari, Gastone Renzelli

Musiche: Franco Mannino

Produzione: Italia 1951scena1

Genere: Drammatico

Durata: 113 minuti

 

 

 

scena2

Regia:

Interpretazione:

Sceneggiatura:

Musica: scena3

Giudizio:

 

Trama

Il famoso regista Alessandro Blasetti è in cerca di una bambina bellissima da scritturare per un film e bandisce, perciò, un concorso a Roma. Un’orda di mamme con la loro prole si riversa a Cinecittà piena di speranza. Tra queste c’è Maddalena Cecconi (Anna Magnani), una popolana pronta a compiere enormi sacrifici economici pur di assicurare un futuro da diva alla piccola Maria.

Recensione

La personalissima settima arte di Luchino Visconti è sempre stata impregnata di eleganza e classe, elementi che hanno caratterizzato la carriera del grande cineasta fin dai primi capolavori. “Bellissima” offre l’ennesimo ritratto della Capitale italiana popolata da gente appartenente alle più diverse classi sociali e perciò padrona dei propri spazi urbani, come confinata nel limbo del proprio potere economico. La protagonista Maddalena, interpretata da una memorabile Anna Magnani, vive in un quartiere povero e si mantiene come infermiera a domicilio, dimostrando a dispetto della sua misera condizione allegria e grinta. Il carattere forte e propositivo delle donne al centro della storia è un dato essenziale dell’intera filosofia neorealista, una propensione intellettual popolare che non intende piangersi addosso ma che, al contrario, crea stereotipi caratteriali da prendere a modello per la loro capacità di reinterpretare la vita nell’ottica di un ottimismo fresco e perpetuo. Il cinema, si sa, rappresenta una vorticosa illusione che attrae e trascina a sè chiunque: Visconti fa sì che tale illusione costituisca nel film il motivo principale in grado di innescare dinamiche a catena e solleticare le fulgide immaginazioni delle donne romane. L’occhio è puntato sulla singola madre che vuol riservare alla figlia un futuro migliore, introducendola in un mondo falsamente dorato e ambito da tutti. L’ambizione presuppone il sacrificio e Maddalena aderisce a questo gioco perverso senza accorgersi, almeno in un primo momento, della silente reticenza della bambina, inconsapevole della situazione. Il film si snoda fra pensieri, contrasti familiari e una lenta preparazione al provino, facendo emergere una “fabbrica dei sogni” (sempre il cinema) crudele e spietata considerando l’asprezza dei suoi ingranaggi e la freddezza dei personaggi che li muovono. Maddalena è un’eroina che compie un viaggio solitario, incontrando ostacoli e approfittatori (Walter Chiari), senza però mai vendersi, anzi tenendosi stretta quell’integrità morale che le permetterà alla fine di aprire gli occhi. L’epilogo è di quelli che non si dimenticano, commovente, non scontato, estremamente simbolico.

foto

In una scena del film "Volver" di Almodovar, la madre di Raimunda guarda alla tv proprio "Bellissima".

 
© 2017 Recencinema.it - Dove il cinema è cultura Designed by Serena Dolgetta
Martedì, 24.10.2017
T O P