In Esclusiva ! ! !

giovani creativi e produzioni recencinema

cinema ergo sum - l'editoriale di samuele pasquino logo ritratti d'autore

Questo sito utilizza immagini come utente non esclusivo e i diritti rimangono delle rispettive case di produzione e distribuzione cinematografiche.

Questo sito utilizza i cookies. Utilizzando il nostro sito web l'utente dichiara di accettare e acconsentire all’utilizzo dei cookies in conformità con i termini espressi nella Privacy e Cookie policy del sito. Grazie

La Grande Guerra

Giovedì 17 Marzo 2011 11:03

locandina

Titolo originale: La grande guerra

Regia: Mario Monicelli

Cast: Alberto Sordi, Vittorio Gassman, Silvana Mangano

Musiche: Nino Rota

Produzione: Italia 1959scena1

Genere: Guerra

Durata: 140 minuti

Trailer

 scena2

 

Regia: 

Interpretazione: scena3

Sceneggiatura: 

Musica: 

Giudizio: 

 

 Trama

 Il romano Oreste Jacovacci (Alberto Sordi) e il lombardo Giovanni Busacca (Vittorio Gassman) vivono da opportunisti la prima guerra mondiale, arruolati nell’esercito italiano. Quando vengono catturati dagli austriaci, il loro orgoglio avrà il sopravvento.

Recensione

Nel panorama del cinema italiano, questo film è considerato un autentico capolavoro, diretto da un eclettico Mario Monicelli, da sempre sensibile a tematiche popolari e legate in prevalenza al folclore nostrano. Il suo occhio carico di esperienza ed episodi vissuti spesso in prima persona non fa che osservare con scrupolosa attenzione prima di volgere le sue visioni in storie cinematografiche di assoluto rilievo. Egli non poteva, dunque, esimersi dal rappresentare sul grande schermo un dramma così profondo come il primo conflitto mondiale, la cui violenza ha causato catastrofi inaudite, alcune persino peggiori di quelle accadute durante la seconda guerra mondiale. La genialità di Monicelli si esprime nella sua volontà di descrivere con amara ma coinvolgente ilarità quegli anni di dura lotta, mettendo in scena la vicenda focalizzata di Oreste e Giovanni. I due rappresentano i tipici italiani, scaltri, opportunisti, pigri e chiacchieroni, caratteristiche che entrano in opposizione con la logica della guerra, tragedia che non lascia posto alla leggerezza e alla spensieratezza. Oreste e Giovanni sono per certi versi due sognatori che si trovano coinvolti in qualcosa di troppo grande, che li vede estremamente impreparati. La guerra sarà per loro un trauma che agirà sotto molte forme, in maniera silenziosa, subdola, fino a scatenare le paure più recondite dell’essere umano. La regia di Monicelli, come detto, è tipicamente e ampiamente descrittiva, cattura i particolari e contestualizza attraverso scenografie d’impatto, come le camerate, i campi di battaglia, le frenetiche mobilitazioni di soldati e le case dei paesi funestati dalla tragedia bellica, il tutto organizzato da uno stile pratico e funzionale. Non mancano episodi comici, costituenti un modo per ritrarre due uomini in vari momenti della loro giornata all’ombra del conflitto, tra i loro compagni che mostrano i caratteri più diversi. Monicelli vuole comunque comunicare un messaggio forte, quell’affontare il dolore e la sofferenza tutti insieme, in un’Italia che si raccoglie per superare un periodo storicamente e socialmente difficile, cercando di rendere le avversità insegnamenti utili per le generazioni future. L’intento nobile del regista è onorato da due istrionici interpreti, Vittorio Gassman e Alberto Sordi, i cui personaggi così diversi sono accomunati da uno stesso destino. Tuttavia si tratta quasi di una commedia che si svolge nel dramma, si ride, ci si commuove, ma soprattutto si riflette sulla nostra storia, sul dolore e il sacrificio di quei tristi anni.

foto

 

Alberto Sordi ha vinto il Nastro d'Argento come miglior attore protagonista.

 

Commenti  

 
+1 #2 Samuele 2012-05-23 22:00
Come autore della recensione, ti rispondo apprezzando molto il tuo commento e ritenendolo in parte esatto. E' vero che il neorealismo comprende tutti quei film prodotti dal 1943 al 1955 circa, ma contenere la sua importanza e i suoi stilemi entro tale periodo non ci è consentito come amanti del cinema. I riflessi di questo movimento stilistico sono stati ripresi in seguito da vari autori, tra i quali anche Monicelli. La pellicola parla chiaro e i riferimenti ci sono eccome!
Citazione
 
 
0 #1 Antonio Bardelli 2012-05-23 08:15
"La Grande Guerra" non è da considerarsi propriamente un film neorealista. Ossequi.
Citazione
 
© 2017 Recencinema.it - Dove il cinema è cultura Designed by Serena Dolgetta
Martedì, 24.10.2017
T O P