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La Francia loda i francesi e in giuria i Coen snobbano l'Italia

Scritto da Samuele Pasquino   
Lunedì 25 Maggio 2015 15:29

cannes 2015Non è certamente Cannes il teatro celebrativo dell’Italia, che anzi trova nella Croisette la purpurea anticamera della disfatta e del falso apprezzamento. L’edizione di quest’anno ha prima illuso con gli applausi e poi snobbato coi verdetti un trittico di film firmato da una selezione dei nostri registi migliori: stiamo parlando de Il racconto dei racconti, Mia madre e Youth – La giovinezza, rispettivamente di Matteo Garrone, Nanni Moretti e Paolo Sorrentino. Se il backround transalpino si palesava storicamente ostile in partenza, il colpo di grazia lo hanno dato i fratelli Coen a capo della giuria: troppo “americani” per concedere al nostro Paese un ennesimo, meritatissimo premio dopo l’Oscar ottenuto da La grande bellezza. Vince così il nostrano Dheepan, del cineasta Jacques Audiard, che per un intero anno potrà specchiarsi fra i luccichii di una splendente Palma d’oro. Francia glorificata anche dal premio al miglior attore, assegnato a Vincent Lindon per la sua interpretazione in La loi du marché, e a quello per la miglior attrice, ottenuto da Emmanuelle Bercot per Mon roi (ex aequo con Rooney Mara, protagonista in Carol). Palma d’oro alla carriera per la transalpina Agnès Varda, regista, sceneggiatrice e fotografa ottantasettenne. Di seguito l’elenco completo delle assegnazioni:

Palma d’oro: Dheepan, di Jacques Audiard

Miglior attore: Vincent Lindon ne La loi du marché

Miglior attrice: Emmanuelle Bercot in Mon roi, ex aequo con Rooney Mara in Carol

Gran prix della giuria: Saul fia, di Laszlo Nemes

Miglior regia (prix de la mise en scène): Hou Hsiao Hsien per The assassin

Prix de la Jury: The lobster, di Yorgos Lanthimos

Premio alla miglior sceneggiatura (Prix du scenario): Michel Franco per Chronic

Palma d’oro alla carriera: Agnès Varda

Camera d’or: César Acevedo per La tierra y la sombra

Palma d’oro del cortometraggio: Waves ’98, di Ely Dagher

 
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