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Festival di Roma...quindi "riuscimmo" a riveder le stelle

Scritto da Roberto Baldassarre   
Venerdì 28 Novembre 2014 17:23

festival del cinema di roma: i vincitori1La decima giornata del Festival Internazionale del Cinema di Roma segna anche la sua chiusura, l'ultimo bagliore di gloria e di parata di stelle, del firmamento cinematografico e forse anche del firmamento notturno. Come sempre, l'ultima sessione di una kermesse è tronca, dove le uniche proiezioni sono riservate alle pellicole fuori concorso e a qualche replica, perché l'attenzione maggiore è riservata alla cerimonia di premiazione che si tiene nel tardo pomeriggio. Premi che quest'anno sono assegnati attraverso il voto del pubblico.

Si aprono le danze delle proiezioni, come di consuetudine, alle 9.00. Purtroppo l'inizio di questa ultima giornata festivaliera viene accolta molto malamente dai critici e dagli addetti ai lavori, per colpa di un cambio di programma furbetto e italiano. Nel catalogo, con tutto il calendario delle proiezioni che venne consegnato a inizio Festival, c'era scritto che sarebbero stati proiettati in parallelo sia la pellicola Andiamo a quel paese con Ficarra e Picone, sia A Most Wanted Man, film che "contiene" l'ultima interpretazione di Philip Seymour Hoffman. festival del cinema di roma: i vincitori2Per non lasciare deserta la sala che accoglieva la commedia del duo siciliano, in modo repentino la Direzione del festival ha deciso di spostare la proiezione di A Most Wanted Man in tarda mattinata. Purtroppo, anche con questo imprevisto cambio di programma, ambedue le pellicole non hanno soddisfatto il palato critico.

Il discorso di chiusura vede la presenza del Presidente Paolo Ferrari, del Direttore del Festival Marco Muller e del Direttore Generale Lamberto Mancini. Sala Petrassi abbastanza piena, tra giornalisti e fotografi che attendono le dichiarazioni di congedo finale, mentre hanno già in serbo affilate domande. Il primo a prendere la parola è Paolo Ferrari, che dispensa i tradizionali ringraziamenti per la partecipazione e la sua contentezza per la riuscita di questa IX edizione. Il secondo a prendere la parola è Lamberto Mancini che, accompagnato dalle slide colorate, piene di cifre e belle immagini, snocciola gli ottimi risultati ottenuti da questa kermesse. festival del cinema di roma: i vincitori3Tra questi strabilianti risultati i circa 5.000 accrediti, gli oltre 80.000 ingressi, i 15.000 partecipanti, il prezzo del biglietto diminuito e le percentuali in salita riscontrate sul sito. L'ultimo a prendere la parola è Marco Muller, che elargisce ringraziamenti, esterna la propria soddisfazione per i risultati ottenuti (in questa edizione e nelle tre precedenti da lui gestite) e si congeda per questa sua ultima gestione (a suo dire). Terminato questo giro di proverbiali ringraziamenti da parte della gerenza, dopo un sottilissimo silenzio, subito cominciano le infuocate domande. Le prime sono rivolte a Muller, riguardo a questo strano passaggio da Festival a Festa e se il suo contratto sarà rinnovato. Le risposte del Direttore sono nebulose e abbastanza brevi. Riguardo a questo cambiamento di veste della kermesse, ribadisce che è stato un lungo percorso di quattro anni. Un cambio che lui e il comitato hanno ritenuto necessario per diversificare e "migliorare" il Festival. Per quanto riguarda la sua riconferma come Direttore è lapidario, cioè non ci sarà nessun rinnovo e lui tornerà a essere un "semplice" professore universitario. festival del cinema di roma: i vincitori4Le altre appuntite domande sono riservate tutte a Lamberto Mancini e alle sue slide. I giornalisti fanno notare che quelle mostrate sono tutte belle e ottimistiche cifre, ma che non hanno nessun confronto con le cifre delle edizioni precedenti, quindi non si capisce bene se e dove ci sono stati dei miglioramenti e dei successi. Mancini risponde, ma utilizza la classica tattica di dire tutto e non dire niente. Mentre il Direttore Generale esterna le sue risposte, in sala si possono sentire flebili risatine e sprezzati commenti. Cessate le spiegazioni di risposta di Mancini, la conferenza viene fatta terminare. Domande poche (ma giuste), risposte date (ma vacue).

La seconda parte del pomeriggio è dedicata alle premiazioni collaterali e a un paio di repliche. In contemporanea, però, c'è anche la premiazione della sezione Alice nella città. Vincitrice, attraverso il voto popolare, è stata la pellicola The Road Within di Gren Wells. La motivazione della giuria: "Un lungo viaggio dentro se stessi, una storia di accettazione, di cambiamento e di amore per la vita che, attraverso l'ironia e l'interpretazione dei tre protagonisti, riesce a toccare il cuore dello spettatore." Alle 19.00 scatta il momento cruciale di questa ultima giornata: la Official Awards Cerimony. festival del cinema di roma: i vincitori5Cerimonia sobria, sempre attraverso i parametri di una manifestazione cinematografica, che quest'anno si presenta sotto la nuova veste di premiazione popolare, dove l'opera ritenuta migliore è stata scelta dal pubblico. Al di là di questa nuova direzione impressa al Festival, questa prima premiazione dimostra come i gusti del pubblico si scontrano vivamente con i giudizi critici degli addetti ai lavori. Forse, da questo punto di vista, si comprende il senso di Festa.

Terminata la premiazione è il momento del Red Carpet delle Stelle delle ultime due pellicole che chiudono questo Festival... ehm Festa del Cinema, Andiamo a quel paese e A Most Wanted Man. Ambedue, che hanno ricevuto taglienti recensioni, di converso sulla passerella ricevono una messa di flash e mugulii di fans festanti (è una Festa, dopo tutto). La sfilata di Ficarra e Picone, accompagnati da tutto il cast, è quella più festosa; quella di A Most Wanted Man hollywoodiana (per la presenza dell'attore cult Willem Dafoe) ma con un retrogusto mortuario (la presenza/assenza di Philip Seymour Hoffman).

Il Festival/Festa si chiude fra contenti e delusi, gioie e noie. Ci sono state buone pellicole e mediocri opere, le consuete passerelle, gli illuminanti ed effimeri flash, le consuete conferenze stampa; i contigui malumori, o "scientificamente" chiamati "scazzi", e la possibilità di avvicinare un personaggio famoso, però alla fine si è giunti sani e salvi alla fine di questo evento. Permane il dubbio se il Festival/Festa di Roma sia una kermesse necessaria, posta tra i consolidati Festival di Venezia e Festival di Torino, però va dato atto che è uno spazio che può saziare i famelici cinefili (e dare visibilità ai critici cinematografici). Dieci giorni in cui quindi "ritornammo" a veder le stelle, molto splendenti o luminose di luce non propria. Adesso bisogna solo attendere la prossima edizione e vedere se questo nuovo corso, denominato Festa, sia buono o meno.

TUTTI I PREMI DELLA IX EDIZIONE

Premio del Pubblico BNL Gala: Trash di Stephen Daldry

Premio del Pubblico Cinema d’Oggi: Shier gongmin/12 Citizens di Xu Ang

Premio del Pubblico Mondo Genere: Haider di Vishal Bhardwaj

Premio del Pubblico BNL Cinema Italia: Fino a qui tutto bene di Roan Johnson

Premio del Pubblico Cinema Italia (Documentario): Looking for Kadija di Francesco G. Raganato

Premio Alice nella città: The Road Within di Gren Wells

Premio Taodue al miglior documentario italiano: Andrea Di Stefano regista di Escobar: Paradise Lost (Gala)

Laura Hastings-Smith produttrice di X+Y di Morgan Matthews (Alice nella città)

Menzione speciale: Last Summer di Leonardo Guerra Seràgnoli (Prospettive Italia)

Premio DOC/IT al Migliore Documentario italiano: Largo Baracche di Gaetano Di Vaio (Prospettive Italia)

Menzione speciale: Roma Termini di Bartolomeo Pampaloni (Prospettive Italia)

Premi collaterali:

Premio Farfalla d'Oro Agiscuola: Gone Girl di David Fincher

The SIGNIS Award – Ente dello Spettacolo (dotato di un premio di cinquemila euro): Ex aequo: Fino a qui tutto bene di Roan Johnson e Wir sind jung. Wir sind stark./We are young. We are strong. di Burhan Qurbani

Menzione speciale: Biagio di Pasquale Scimeca

Premio L.A.R.A. (Libera Associazione Rappresentanza di Artisti) al Miglior Interprete Italiano: Marco Marzocca per il film Buoni a nulla di Gianni Di Gregorio

Menzione speciale a Silvia D’Amico per il film Fino a qui tutto bene di Roan Johnson

Premio A.I.C. per la Migliore Fotografia: Luis David Sansans per Escobar: Paradise Lost di Andrea Di Stefano

Premio A.M.C. al Miglior Montaggio: Julia Karg per Wir sind jung. Wir sind stark. /We are young. We are strong. di Burhan Qurbani

Premio al Miglior Suono – A.I.T.S.: Last Summer di Leonardo Guerra Seràgnoli

Premio La Chioma di Berenice – al Miglior Truccatore: Simona Castaldi per Soap Opera di Alessandro Genovesi

Premio La Chioma di Berenice – al Miglior Acconciatore: Fabio Lucchetti per Soap Opera di Alessandro Genovesi

Premio Akai International Film Fest: Fino a qui tutto bene di Roan Johnson

Green Movie Award: Biagio di Pasquale Scimeca

Premio di critica sociale “Sorriso diverso Roma 2014”:

Film italiano: Biagio di Pasquale Scimeca

Film straniero: Wir sind jung. Wir sind stark./We are young. We are strong. di Burhan Qurbani

 
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Domenica, 17.12.2017
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