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Festival di Roma: cartellone da alti e bassi

Scritto da Roberto Baldassarre   
Martedì 11 Novembre 2014 15:09

la foresta di ghiaccioL’ottava giornata del Festival Internazionale del Cinema di Roma, seppur avara di valide proposte filmiche, ha il vero aspetto di un festival cinematografico con pellicole di carattere autoriale e perfette rappresentanti delle varie nazioni produttrici a cui appartengono. Le prime due proiezioni mattiniere sono riservate al turgido e gelido dramma di frontiera La foresta di ghiaccio di Claudio Noce e con Emir Kusturica; il dramma fanciullesco ma compatto e maturo Crow’s Egg di Manikandan. Nella tarda mattinata altre due proiezioni, ambedue di produzione europea e tutte e due di raffinata ricerca tecnica: la prima è il dramma belga All Cats Are Grey di Savina Dellicour, la seconda proposta è la ricercata trasposizione cinematografica dell’omonima opera di José Maria Eça de Queirós, Os Maias – (Alguns) episòdios da vida romantica, diretto da Joao Botelho. A latere di queste prime proiezioni viene anche proposto, per addetti ai lavori o ai semplici curiosi, una lunga conferenza, dalle 10:00 alle 18:30, incentrata sul mondo dell’audiovisuale e il relativo marketing. Il nome della conferenza è International Audivisual Conference.

due volte deltaNel primo pomeriggio lo spazio viene nuovamente lasciato alle conferenze stampa. Seppur le pellicole, nel bene e nel male, hanno suscitato interesse e polemica, a detti incontri c’è stata poca partecipazione, molto probabilmente perché non c’erano nomi cinematografici di prestigio, nel senso di presenza di star. Di consuetudine la seconda parte del pomeriggio è lasciata alle repliche di alcune pellicole proiettate in mattinata o il giorno prima. In mezzo a queste repliche, da segnalare due opere italiane: il poema visivo Due volte Delta di Elisabetta Sgarbi; il documentario partenopeo Largo baracche di Gaetano Di Vaio, a cui ha fatto da prologo il cortometraggio Ore 12 di Toni D’Angelo.

haiderIn serata le ulteriori repliche anticipate dal Red Carpet. La più importante quella riservata a Stoneheart Asylum, dove sulla passerella rossa ha sfilato il regista Brad Anderson. A questa parte puramente glamour ha fatto da contrappeso la proiezione dell’interessante e fluviale versione indiana di Amleto, Haider di Vishal Bhardwaj.

Al Maxxi, che ospita la sezione Wired Next Cinema, c’è stata una variegata scaletta di programmazioni cinematografiche, cominciata con il classico e autoriale film a episodi Boccaccio ’70 di De Sica, Fellini, Monicelli, Visconti, fino al già citato Haider. Nel mezzo il simpatico documentario Prima del film di Marco Chiarini e Mario Sesti. Abbozzando un giudizio, si può dire che il cartellone odierno è stato come le montagne russe, con salite e discese, picchi e profondi bassi. Ma questo è il cinema.

 
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