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Il fascino di Richard Gere sul Tappeto Rosso

Scritto da Roberto Baldassarre   
Giovedì 30 Ottobre 2014 17:50

Richard GereIl quarto giorno del Festival Internazionale del Cinema di Roma cade di domenica ed è veramente festa. Di prima mattina, intorno alle transenne del Red Carpet, ci sono già un centinaio di giovanissime fans in attesa che la star di turno solchi la rossa passerella e loro possono scattare una foto, o meglio ancora farsi firmare un autografo. Il divo di oggi è Richard Gere, che a distanza di tempo riesce a calamitare ancora diverse generazioni femminine.

Sul fronte delle proiezioni, giornata benedetta anche fuori da temi prettamente religiosi. Di prima mattina ben quattro pellicole e tutte diversissime tra loro: la versione a lungometraggio animato in 3D di Doraemon di Takashi Yamazachi; Richard Gere perso e ritrovato in Time Of Mind di Oren Moverman; il remake orientale della pellicola di Sidney Lumet, 12 Citizens di Xu Ang; il romantico Love Rosie di Christian Ditter. A seguire un'altra ricca ridda di proposte per critici e spettatori. Innanzitutto due pellicole italiane: lo scorsesiano camorristico I milionari di Alessandro Piva; il documentario scolastico e nostalgico Giulio Cesare – Compagni di scuola di Antonello Sarno. In alternativa gli incontri autoriali con Takashi Miike e Stephen Daldry, in due sale separate e, purtroppo, nella medesima ora.

Nel primo pomeriggio le consuete conferenze stampa con le pellicole proiettate in mattinata. L'esito migliore se l'aggiudica la pellicola con Richard Gere. La conferenza de I milionari si difende comunque bene. Momento a parte merita l'incontro pubblico con Wim Wenders, che presenta il documentario, diretto con Juliano Salgado, The Salt of the Earth. Una fitta coda di persone attende di ascoltare uno dei maestri indiscussi del giovane cinema tedesco degli anni '70. Nel tardo pomeriggio le repliche, aperte al pubblico, delle pellicole mattutine e di alcune del giorno precedente.

Momento di grande attesa, soprattutto per le giovani fans che sostavano ai lati del Red Carpet dagli albori della mattina, la passerella di Richard  Gere, che manda in estasi le ragazze. Altro momento emozionante è l'arrivo dei "protagonisti" del documentario Giulio Cesare: tra i personaggi intervistati nella pellicola di Sarno, infatti, c'è anche Antonello Venditti. La folla romana lo saluta come un imperatore e, poco prima della proiezione pubblica, esegue alcune canzoni al piano. Per usare un termine giovanilistico: emozione a mille per la platea di fans.

In parallelo, come di consueto, la programmazione al Maxxi dell'evento ideato e curato da Wired. E' di scena l'interessante documentario cinefilo e cinetico Ato, Atalho e vento di Marcelo Masagao e, atteso da tutti i culturi del buon cinema, il documentario The Salt of the Earth. Purtroppo, essendo stato programmato in una sala poco spaziosa, metà dei critici non ha potuto vedere la pellicola, che verrà riprogrammata il giorno successivo. Nella sala d'attesa, oltre a un tranquillo Wim Wenders, passa anche Bernardo Bertolucci che, seppur costretto su una sedia a rotelle, rimane un Grande Imperatore. In serata altre due pellicole del Sud America: il brasiliano Jà visto jamais visto di Andrea Tonacci e l'argentino Ragazzi di Raùl Perrone.

 
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